Google ha da poco introdotto un cambiamento apparentemente minimo ma dal grande impatto sulle abitudini di chi usa Chrome per Android. I preferiti, infatti, non si aprono più nella scheda attiva, ma generano automaticamente una nuova scheda. Un dettaglio che, pur sembrando trascurabile, modifica radicalmente le abitudini di milioni di utenti.
Negli ultimi giorni le segnalazioni si sono moltiplicate sul forum ufficiale di Google e su Reddit, dove molti hanno parlato di una “sorpresa inaspettata”. Non si tratta però di un errore del browser. Secondo quanto confermato da un esperto di prodotto si parla infatti di una modifica intenzionale, legata alla gestione delle schede.
Chrome fa una scelta che divide gli utenti
In passato aprire un segnalibro significava semplicemente sostituire la pagina in corso. Ora, invece, Chrome preserva la scheda attiva e sposta il contenuto del preferito in una nuova. Per alcuni ciò rappresenta un vantaggio, perché impedisce di perdere la pagina che si stava consultando. Per altri, invece, diventa un ostacolo, poiché il risultato è un accumulo di schede duplicate, che costringono a un’ulteriore gestione manuale.
Il problema emerge soprattutto per chi utilizza i preferiti come un archivio ordinato di pagine da consultare abitualmente. Dopo pochi minuti di navigazione ci si può ritrovare con decine di schede aperte, molte delle quali identiche. Non tutti gli utenti, comunque, hanno ancora riscontrato il cambiamento. Il lancio è graduale e non uniforme, ma comunque prima o poi la novità raggiungerà tutti i dispositivi Android.
Chi non gradisce la nuova modalità ha però a disposizione un’alternativa, almeno per ora. Nelle impostazioni sperimentali del browser, i cosiddetti flag, è possibile disattivare l’opzione “Apri download, cronologia e segnalibri in una nuova scheda”. Così facendo, Chrome torna al comportamento tradizionale. Resta però il dubbio che Google possa rimuovere questa possibilità in futuro, rendendo la modifica irreversibile. In ogni caso, tale decisione si inserisce in una lunga serie di piccoli aggiustamenti introdotti senza annunci ufficiali, che spesso costringono gli utenti ad adattarsi rapidamente. Non ci rimane altro che capire se la scelta diventerà definitiva o se, come già accaduto per altre funzioni contestate, l’azienda offrirà maggiore libertà di personalizzazione.
