All’edizione 2025 di The Quail è stata svelata Octavia, creazione dei carrozzieri Ringbrothers. L’origine è una Aston Martin DBS del 1971, oggi completamente trasformata. L’idea iniziale era un semplice restomod, ma il progetto è diventato qualcosa di molto più radicale. Solo gli interruttori degli alzacristalli elettrici sono stati conservati dal veicolo donatore. Il resto è stato riscritto, scolpito con la precisione di un gioielliere. Il design è un tributo alla DBS originale, ma in una veste nuova e teatrale, inoltre Double-O-Silver veste la carrozzeria. La targa porta la scritta SHAKN. La maniglia dell’astina dell’olio è un bicchiere Martini con oliva, shakerato non mescolato e la leva del freno a mano richiama una pistola. Perfino le guarnizioni del coperchio valvole giocano con l’ironia: Aston Martini.
Tecnologia e dettagli Bond
Ogni particolare sembra un richiamo all’universo di 007. Octavia non è solo una macchina, è un racconto su quattro ruote. Gli interni ospitano componenti stampati in 3D. L’azienda Azoth 3D ha creato in acciaio inox la leva del cambio, i collari dei poggiatesta e i loghi personalizzati Aston Martin. Le visiere parasole auto-oscuranti Gentex aggiungono quel tocco futuristico che non stonerebbe in un film di spionaggio. Roadster Shop ha progettato l’intero telaio in Illinois. La carreggiata cresce di 20 cm davanti e 25 dietro, per accogliere cerchi HRE a bloccaggio centrale. Il passo si allunga di 7,5 cm. Le sospensioni adottano quattro coilover Fox RS SV, studiati per domare la nuova muscolatura. La fibra di carbonio domina in ogni sezione, dimostrando una cura maniacale per peso e rigidità.
La Aston Martin per un perfetto agente segreto
Il motore originale è stato sostituito. Al suo posto pulsa un V8 5.0 sovralimentato Ford Performance e poi la potenza tocca 816 CV. Un cambio manuale a sei marce scarica tutta l’energia sulle ruote posteriori. Non è forse il propulsore ideale per inseguimenti da film? Ringbrothers ha dichiarato che il cliente ha lasciato libertà totale. Il nome resta un mistero, così come la cifra spesa. Il debutto a Monterey Car Week però segna un momento cruciale per la compagnia, che per la prima volta ha mostrato il proprio lavoro a The Quail. Octavia non è solo un restomod. È una reinvenzione drammatica della DBS, un esercizio di creatività estrema e di ingegneria raffinata. Chi potrebbe resistere al fascino di un’Aston Martini pronta a inseguire i cattivi?
