La nuova Aston Martin Vantage S entra in scena con la promessa di alzare il limite ogni limite conosciuto. Il suo debutto dinamico al Goodwood Festival of Speed 2025 arriva dopo settimane di attesa. Il motore V8 biturbo da 4 litri è stato rivisto e potenziato fino a 680 cavalli a 6.000 giri/min, con una coppia di 800 Nm tra i 3.000 e i 6.000 giri. Dati che mettono i brividi. I tecnici hanno anche ricalibrato il pedale dell’acceleratore drive-by-wire, rendendolo ancora più reattivo. Anche il Launch Control è stato aggiornato, migliorando l’accelerazione da 0 a 96 km/h di un decimo di secondo. Ora il cronometro segna 3,3 secondi, mentre da 0 a 200 km/h bastano 10,1 secondi. La velocità massima? Una punta di 325 km/h.
I miglioramenti della Aston Martin passano anche da un assetto più preciso. Gli ammortizzatori adattivi Bilstein DTX sono stati ritoccati per offrire più stabilità e controllo. Ogni curva diventa un’esplosione di precisione, più di quanto mai sperimentato. Il reparto aerodinamico della Aston Martin non è poi ovviamente stato lasciato indietro. Il nuovo spoiler posteriore genera 44 kg in più di deportanza alla massima velocità. Il sottoscocca, i condotti venturi anteriori e il nuovo alettone contribuiscono ad aggiungere altri 67 kg di carico aerodinamico. Il risultato è un’auto incollata all’asfalto, perfetta per chi pretende una guida estrema, senza filtri.
Design feroce per la nuova Aston Martin: ogni dettaglio è pura tensione
La differenza con la Aston Martin Vantage standard è chiara già dal primo sguardo. Due prese d’aria ridisegnate sul cofano migliorano il flusso e raffreddano il motore. I cerchi da 21 pollici a razze Y calzano pneumatici Michelin Sport S, 275 mm all’anteriore e 325 mm al posteriore. Sulle fiancate e sul posteriore spiccano discreti ma inequivocabili loghi “S”. Dentro, Alcantara e fibra di carbonio dominano la scena, con possibilità di personalizzazione totale per ogni dettaglio. Il lusso incontra la rabbia in un connubio estetico impossibile da ignorare. La Aston Martin Vantage S non si racconta, si guarda, si sente, si vive e poi, beh, si desidera.
