Nella prima metà del 2025, l’app di ChatGPT ha dimostrato ancora una volta la sua forza, generando entrate superiori al miliardo di dollari. Un risultato che, secondo i dati di Appfigures, mette in evidenza non solo la popolarità del chatbot di OpenAI, ma anche il suo ruolo dominante nel settore degli assistenti basati su intelligenza artificiale.
Una crescita senza precedenti
Dal lancio avvenuto a maggio 2023, l’app ha prodotto circa 2 miliardi di dollari di ricavi complessivi. Di questi, ben 1,35 miliardi provengono dai primi sette mesi del 2025. Il confronto con lo stesso periodo del 2024 è impressionante: un anno fa i guadagni erano pari a 174 milioni, oggi la crescita segna un +673%. Un incremento che certifica la centralità del servizio di OpenAI nell’offerta globale di strumenti AI per il pubblico generalista.
A trainare i ricavi è in particolare il mercato statunitense, che da solo rappresenta il 38% del totale. Seguono la Germania con circa il 5% e l’India, che pur incidendo meno sui guadagni, pesa moltissimo in termini di diffusione: il 14% delle installazioni complessive arriva proprio dal Paese asiatico, superando gli Stati Uniti fermi al 10%.
Un divario enorme con i concorrenti
La distanza dai rivali è netta. Grok, il chatbot sviluppato da xAI di Elon Musk, nei primi sette mesi del 2025 ha generato circa 25 milioni di dollari, numeri lontanissimi rispetto a quelli di ChatGPT. Sul fronte delle installazioni, l’app di OpenAI ha toccato quota 690 milioni di download globali in due anni, con ben 318 milioni soltanto tra gennaio e luglio 2025. Grok, per confronto, non ha ancora superato i 40 milioni di installazioni.
Interessante anche il dato sul ricavo medio per installazione: ChatGPT produce circa 2,91 dollari a livello globale, che salgono a 10 dollari negli Stati Uniti. Un divario che si riduce solo se confrontato con Claude, il chatbot di Anthropic, capace di generare 2,55 dollari per download. La differenza resta però significativa, considerando la popolarità della versione gratuita di ChatGPT, che non frutta direttamente ma contribuisce alla sua diffusione capillare.
