C’è sempre quel momento, quando leggi certe notizie, in cui ti chiedi: “Ma davvero siamo già arrivati a questo punto?”. È un po’ quello che si prova scoprendo cosa sta combinando Meta con i suoi nuovi visori sperimentali. Niente lancio ufficiale, sia chiaro, ma qualcosa di molto interessante sta bollendo in pentola — e stavolta pare abbiano deciso di mostrarci qualche assaggio in anticipo, giusto per stuzzicare la curiosità. E ci sono riusciti alla grande.
“Tiramisu” e “Boba 3”: visori Meta che spingono i limiti della VR
Tra i prototipi presentati — che poi verranno mostrati anche alla SIGGRAPH 2025 — ce n’è uno chiamato “Tiramisu”. Nome tenerissimo, ma il contenuto è una bomba. Meta dice che è il più realistico che abbiano mai costruito. Parliamo di immagini nitidissime, neri profondi, colori brillanti. La risoluzione è da capogiro, e la luminosità pure. Non stiamo parlando di piccoli miglioramenti, ma di salti in avanti notevoli. Certo, ha le sue pecche: è un po’ più grosso e non ha un campo visivo così ampio… ma intanto, l’effetto wow è garantito.
Gli altri due prototipi — con nomi altrettanto coccolosi, tipo “Boba 3” — vanno invece dritti al punto: ti vogliono far vedere più mondo possibile. Il campo visivo si allarga parecchio, quasi a toccare quello dell’occhio umano. È quella sensazione che forse tutti abbiamo sognato almeno una volta provando un visore: non più l’effetto maschera da sub, ma una vera finestra sul mondo digitale, senza bordi che limitano l’esperienza.
A quanto pare, nessuno di questi arriverà presto sugli scaffali, ma non è questo il punto. Meta sta testando, esplorando, giocando (sul serio) con quello che potrebbe diventare il nostro prossimo modo di vivere la realtà mista. E anche se per ora possiamo solo osservare da lontano, fa piacere sapere che qualcuno là fuori sta provando a portare un po’ più in là i confini della percezione.
