L’ultimo bollettino ACI di luglio 2025 ha registrato un aumento del 4,4% nei passaggi di proprietà rispetto allo stesso mese del 2024. Le auto hanno segnato un +3,9%, mentre i motocicli hanno raggiunto un +6%. Il mercato dell’usato appare quindi in piena attività, con valori positivi anche nei primi sette mesi dell’anno. Dietro l’apparente vitalità, emerge però un dato inquietante: le radiazioni complessive sono calate dell’11,1%. Il crollo è stato netto per le auto, scese del 14,5%. Solo i motocicli hanno visto un segno positivo con un +13,3%. Nel periodo gennaio-luglio, per ogni cento nuove immatricolazioni di auto, sono state vendute 196 vetture usate. Un divario che racconta di un’Italia che compra, ma non sostituisce.
Rinnovo lento e parco auto che invecchia
La diminuzione delle demolizioni, scese del 22,8%, ha inciso sul tasso di sostituzione. A luglio si è fermato a 0,84 auto radiate ogni cento nuove immatricolate. Nei primi sette mesi il valore medio è sceso a 0,71. Cosa significa tutto questo? Che sulle strade continuano a circolare veicoli datati, spesso più inquinanti e meno sicuri. Le esportazioni sono cresciute del 13%, ma non abbastanza per compensare la riduzione delle radiazioni. È un rallentamento che rischia di bloccare il rinnovamento del parco circolante. Come può un sistema della mobilità reggere con auto sempre più vecchie? Il tempo gioca contro la sicurezza e l’ambiente.
Le motorizzazioni tradizionali dominano intanto ancora il mercato dell’usato. A luglio, le ibride a benzina hanno raggiunto il 10%, con un balzo del 34,8% rispetto al 2024. Le elettriche, seppur limitate all’1,1% del mercato, hanno visto un incremento del 27,6%. Anche le minivolture mostrano un quadro interessante. Le auto diesel restano in testa con il 44,1%, pur in calo dal 48,2% di un anno fa. Le ibride a benzina hanno toccato l’11,9%, superando il GPL fermo al 7,5%. Le ibride a gasolio, pur al 2,8%, hanno registrato una crescita del 56,9%. Le elettriche hanno raggiunto l’1,6%, in aumento del 30,7%. Numeri che indicano un cambiamento lento, fin troppo. Il rischio? Che il mercato dell’usato continui a prosperare mentre le strade restano popolate da veicoli che avrebbero già dovuto lasciare spazio a tecnologie più moderne.
