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Nuovo provvedimento dell’AGCOM contro il bagarinaggio digitale
La vicenda nasce da un’indagine articolata, condotta in collaborazione con il Nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di Finanza. Le autorità hanno ricostruito un meccanismo alimentato da acquisti frazionati e ripetuti sul mercato. Quest’ultimi, infatti, sono finalizzati ad accumulare un numero significativo di biglietti. Il fine era di ottenere guadagni indebiti attraverso la rivendita online, spesso a cifre triplicate rispetto al prezzo originale.
Le indagini hanno evidenziato la portata dell’attività illecita. Secondo quanto riportato, 90 eventi sono stati oggetto di tale operazione di rivendita non autorizzata. Con un margine di profitto tale da giustificare una sanzione ben oltre la soglia minima prevista dalla normativa. La quale oscilla tra i 5.000 e i 180.000 euro per ciascuna condotta accertata.
La decisione dell’AGCOM non si limita alla punizione del singolo caso. Tale intervento, infatti, assume un valore simbolico più ampio. È un messaggio diretto e inequivocabile: il secondary ticketing non verrà più tollerato. Ciò a prescindere da chi lo metta in atto. Vendere biglietti senza essere autorizzati, che si tratti di piattaforme digitali organizzate o di cittadini comuni, costituisce una violazione delle regole. Le conseguenze, come dimostrato, possono essere estremamente pesanti.











