Se un camion è in grado di guidare da solo, che senso ha portarsi dietro una cabina vuota? È la domanda che ha spinto Humble Robotics, startup con sede a San Francisco, a ripensare da zero il concetto di camion autonomo. Il risultato si chiama Humble Hauler, un veicolo elettrico progettato per il trasporto di container che rinuncia completamente alla cabina e riparte dal carico come elemento centrale del progetto, non dal conducente.
Un camion autonomo senza cabina: come funziona Humble Hauler
La filosofia dietro Humble Hauler è piuttosto radicale rispetto a quanto visto finora nel settore. Molte aziende che lavorano sulla guida autonoma per i mezzi pesanti hanno scelto di adattare trattori stradali già esistenti, aggiungendo sensori e software a veicoli pensati per essere guidati da una persona. Humble Robotics ha preso la strada opposta: eliminare del tutto la cabina e distribuire telecamere, lidar e radar lungo l’intero perimetro del veicolo, ottenendo così una copertura sensoriale a 360 gradi. Il risultato visivo è qualcosa che somiglia più a una piattaforma motorizzata che a un camion tradizionale.
Le configurazioni previste per il camion autonomo sono diverse. La versione lunga, montata su quattro assi, è progettata per trasportare container ISO da 40 piedi (circa 12 metri), il formato marittimo più comune, e da 53 piedi, una misura diffusa soprattutto nella logistica nordamericana. La versione corta, su tre assi, è invece pensata per i container da 20 piedi. Humble Robotics non si ferma qui: ha già immaginato allestimenti alternativi, come cisterne o betoniere, e non esclude nemmeno la possibilità di abbinare il modulo a una motrice tradizionale per scenari ibridi.
Tecnologia e primi impieghi del veicolo elettrico autonomo
Il cervello di Humble Hauler si basa su modelli cosiddetti vision-language-action, una famiglia di intelligenza artificiale capace di interpretare immagini e istruzioni operative per tradurle direttamente in manovre concrete. Si tratta dello stesso tipo di approccio già visto all’opera, per esempio, nei robot che svolgono compiti fisici complessi.
I dati dichiarati parlano di circa 320 chilometri di autonomia e di una velocità massima che si ferma poco sotto i 90 km/h. Numeri che, almeno sulla carta, posizionano il camion autonomo di Humble Robotics in un segmento operativo ben preciso: non i lunghi viaggi autostradali, ma percorsi più contenuti e strutturati.
E infatti la prima applicazione non riguarderà le autostrade aperte al traffico. Humble Robotics punta su ambienti controllati come terminal portuali, magazzini e scali ferroviari. Il modello operativo viene descritto come “dock to dock”: il veicolo arriva a destinazione e scarica direttamente, invece di lasciare il rimorchio in un’area di scambio dove un autista si occupa dell’ultimo tratto. Un approccio che potrebbe semplificare parecchio le operazioni logistiche in contesti dove i mezzi si muovono su percorsi ripetitivi e prevedibili.
Al momento, però, Humble Robotics non ha indicato una data precisa per l’avvio di un servizio commerciale. Il camion autonomo senza cabina resta quindi un progetto concreto nella sua concezione, ma ancora privo di una timeline pubblica per il debutto operativo.


