La situazione di Bungie continua a preoccupare, e stavolta il segnale d’allarme arriva direttamente da Sony. Nell’ultimo report finanziario della casa giapponese, lo studio di Seattle viene citato in modo tutt’altro che lusinghiero: si parla apertamente di perdite per centinaia di milioni di dollari, di progetti che non stanno andando come previsto e, soprattutto, di possibili licenziamenti che potrebbero colpire il team nei prossimi mesi. Un quadro che fa riflettere, soprattutto pensando a quanto Sony aveva investito nell’acquisizione dello studio qualche anno fa.
Il punto centrale è che i due pilastri su cui Bungie si regge, ovvero Destiny 2 e Marathon, non stanno ingranando come ci si aspettava. Destiny 2 attraversa da tempo una fase di stanchezza, con una community che si è progressivamente assottigliata e ricavi in calo. Marathon, il titolo che avrebbe dovuto rappresentare il rilancio creativo dello studio, non sembra aver convinto del tutto i vertici di Sony. Le aspettative erano alte, forse troppo, e adesso il rischio concreto è che Bungie si ritrovi in una posizione molto fragile all’interno dell’ecosistema PlayStation.
Autonomia a rischio per lo studio di Seattle
Quando Sony completò l’acquisizione di Bungie, uno dei punti chiave dell’accordo era proprio la garanzia di autonomia creativa per lo studio. Un aspetto che all’epoca venne presentato come un valore aggiunto, una sorta di promessa che Bungie avrebbe continuato a operare in modo indipendente, senza interferenze dall’alto. Ecco, quella promessa adesso scricchiola parecchio. Le difficoltà finanziarie mettono Sony nella condizione di dover intervenire in modo più diretto, e questo potrebbe tradursi in una perdita di quell’indipendenza che lo studio considerava fondamentale.
Non è la prima volta che si parla di tagli al personale dentro Bungie. Già in passato c’erano state ondate di licenziamenti, e il clima interno non era esattamente sereno. Questa nuova fase di incertezza, però, ha un sapore diverso: non si tratta più solo di riorganizzazioni interne, ma di un vero e proprio cambio di rotta imposto dalle circostanze. Se i numeri non migliorano, Sony potrebbe decidere di ridimensionare lo studio in modo significativo, oppure di integrarlo più profondamente nelle proprie strutture, eliminando di fatto quel margine di manovra che fino a oggi aveva caratterizzato il rapporto tra le due realtà.
Destiny 2 e Marathon non bastano più
Il problema di fondo è che Bungie si trova a dipendere quasi interamente da due progetti che, per ragioni diverse, non stanno generando i risultati sperati. Destiny 2 è un live service che ha superato il proprio picco da tempo, e mantenere una base di giocatori attiva diventa ogni anno più complicato. Marathon, dal canto suo, rappresenta una scommessa su un genere diverso, ma le informazioni emerse finora non hanno scatenato l’entusiasmo che lo studio sperava.
Le perdite accumulate sono concrete, non si tratta di voci di corridoio: è Sony stessa a metterle nero su bianco nel proprio report finanziario. E quando una multinazionale di quelle dimensioni evidenzia pubblicamente le difficoltà di una controllata, significa che la pazienza ha dei limiti ben definiti. Per Bungie il momento è delicato: servono risultati tangibili, e servono in fretta, altrimenti la prossima mossa di Sony potrebbe andare ben oltre i semplici licenziamenti.
