Nel mondo dell’intelligenza artificiale, i giochi di potere si stanno facendo sempre più scoperti. E no, non stiamo parlando di distopie da film, ma di dinamiche aziendali molto reali, dove anche un “click” di troppo può accendere uno scontro tra titani. L’ultimo capitolo vede OpenAI e Anthropic, due dei nomi più pesanti del settore, in un piccolo grande braccio di ferro.
Dietro la corsa all’intelligenza artificiale, tattiche da scacchisti e sfide di potere
Tutto ruota attorno a Claude, il modello AI di casa Anthropic, che lo staff tecnico di OpenAI avrebbe utilizzato per accelerare lo sviluppo di GPT-5, il proprio prossimo gioiello. Non per farsi ispirare da lontano, ma integrando l’API di Claude direttamente nei propri strumenti interni. Insomma, non proprio un’occhiata da curioso, ma un’analisi approfondita, sistematica, mirata. Una mossa che non è passata inosservata.
Anthropic, che nei propri termini vieta chiaramente l’uso dei suoi strumenti per creare concorrenti diretti, ha reagito senza perdere tempo: API chiusa, accesso revocato. Fine dei giochi. E la cosa interessante è che OpenAI non ha negato, anzi, ha confermato di aver usato Claude per attività di benchmarking, ovvero confrontare le performance tra modelli. Il problema? Non tanto l’idea in sé — che in effetti è prassi diffusa nel settore — ma il modo in cui è stata portata avanti: con accessi e utilizzi che andavano ben oltre una semplice comparazione.
Anthropic ha fatto sapere che, in teoria, sarebbe anche disposta a concedere un accesso specifico per il benchmarking. Ma dopo questo incidente, non è chiaro come, né se, questo potrà accadere.
Non è neppure la prima volta che Anthropic chiude i rubinetti: già a giugno aveva bloccato Windsurf, una società su cui giravano voci di acquisizione da parte di OpenAI. Anche se le voci si sono poi rivelate infondate, il gesto lascia capire quanto i confini tra concorrenza, diffidenza e tutela strategica siano sempre più sfumati. E in uno scenario in cui la corsa all’intelligenza artificiale si fa sempre più rapida e agguerrita, forse non sorprende più di tanto vedere che, dietro il progresso, si muovono anche tattiche da scacchisti.
