La modalità Copilot di Microsoft Edge va in pensione. Dopo mesi di sperimentazione, l’azienda di Redmond ha deciso di chiudere quella che era nata come funzione autonoma all’interno del browser, ma non per mancanza di risultati. Il motivo, a quanto pare, è che le capacità offerte dalla modalità sono state progressivamente assorbite nel cuore stesso di Edge, rendendo superfluo un contenitore separato. La novità arriva insieme a una serie di aggiornamenti piuttosto corposi, che toccano sia la versione desktop sia quella mobile del browser.
Addio alla modalità Copilot, ma l’intelligenza artificiale resta ovunque
La modalità Copilot era stata lanciata in via sperimentale nel luglio del 2025, con l’idea di offrire un’esperienza di navigazione potenziata dall’intelligenza artificiale. Eppure, col passare dei mesi, Microsoft ha integrato quelle stesse funzionalità direttamente nell’architettura di Edge, al punto che tenerla in vita come opzione separata non aveva più molto senso. Chi ama sperimentare le ultime novità in anteprima potrà comunque contare sulla versione Preview del browser, che continuerà a garantire accesso prioritario alle funzioni ancora in fase di test.
Questo ritiro, quindi, non va letto come un passo indietro sull’AI. Anzi, è vero il contrario. Microsoft sta espandendo le capacità del suo assistente in diverse direzioni, e alcune delle novità annunciate sono decisamente interessanti.
Le novità su smartphone: analisi multi scheda e funzione Percorsi
Tra le aggiunte più rilevanti c’è quella pensata per la versione mobile di Edge. Il sistema intelligente integrato nel browser è ora in grado di analizzare contemporaneamente il contenuto di più schede aperte, senza che l’utente debba saltare da un tab all’altro per fornire contesto. In pratica, l’assistente avrà una visione d’insieme di tutto ciò che si sta consultando, il che rende l’interazione molto più naturale e meno macchinosa.
Sempre su smartphone fa il suo debutto la funzione Percorsi, che organizza la cronologia di navigazione per argomenti. L’obiettivo è semplice ma efficace: ritrovare una ricerca fatta giorni prima senza dover scorrere un elenco infinito di pagine visitate. È il tipo di aggiunta che, sulla carta, sembra quasi banale, ma che nella pratica può fare davvero la differenza.
Le novità toccano anche l’interazione vocale e visiva. Nuovi strumenti permettono di parlare con l’assistente e di consentirgli di osservare ciò che accade sullo schermo per offrire aiuto in tempo reale. Si possono anche chiedere cose piuttosto particolari, come la generazione automatica di podcast a partire da un argomento qualsiasi. O ancora, c’è una modalità dedicata allo studio che trasforma i contenuti web in sessioni di apprendimento guidate, complete di quiz interattivi.
Memoria a lungo termine e controllo sulla privacy
L’altra novità di peso riguarda l’arrivo della memoria a lungo termine nell’assistente di Edge. Grazie a questa funzione, il sistema sarà in grado di ricordare conversazioni passate e ricerche precedenti, così da fornire risposte sempre più personalizzate e contestualizzate nel tempo. È un po’ come avere un assistente che impara a conoscere chi lo utilizza, migliorando progressivamente la qualità delle sue risposte.
Per chi tiene alla propria privacy, Microsoft ha previsto controlli specifici. Ogni utente potrà disattivare queste opzioni direttamente dalle impostazioni del browser, limitando la raccolta dei dati a quanto strettamente necessario o esplicitamente autorizzato. Nessun obbligo, quindi, e piena libertà di scelta su quanto condividere con l’assistente integrato in Microsoft Edge.
