Nonostante l’implementazione del recente aggiornamento “Battery Performance Program”, introdotto da Google per contenere i rischi di surriscaldamento sul Pixel 6a, un nuovo caso di incendio solleva interrogativi sull’efficacia della misura. L’episodio è stato segnalato su Reddit da un utente con il nickname footymanageraddict, che ha raccontato quanto avvenuto nella notte del 26 luglio mentre il dispositivo era in carica con un alimentatore da 45 W della Steam Deck.
Secondo quanto riportato, il telefono avrebbe improvvisamente preso fuoco mentre si trovava sul comodino. Le fiamme avrebbero coinvolto anche le lenzuola e danneggiato un condizionatore portatile posizionato nelle vicinanze. L’utente ha riferito di aver avvertito irritazione alla gola per diverse ore a causa del fumo inalato, essendo rimasto nella stanza con porte chiuse nel tentativo di contenere l’incendio. Le immagini pubblicate online mostrano un dispositivo completamente distrutto, con display fuso e componenti carbonizzati.
Dubbi sull’efficacia dell’update correttivo
L’aggiornamento era stato distribuito da Google all’inizio di luglio in risposta a quattro precedenti casi documentati di incendio del Pixel 6a. Il firmware, pensato per limitare la potenza di ricarica e la capacità della batteria, doveva ridurre il rischio di anomalie termiche. Parallelamente, l’azienda aveva avviato un programma per la sostituzione gratuita delle batterie, anche tramite spedizione o assistenza in negozio. L’utente coinvolto nel recente caso ha però spiegato che nel proprio Paese non era disponibile il servizio immediato di sostituzione in sede.
Secondo il suo racconto, prima dell’incendio non erano visibili segni di deterioramento, né rigonfiamenti o alterazioni del telefono, lasciando ipotizzare che il problema fosse latente.
Anche le autorità australiane avevano lanciato un avvertimento
Già nei giorni precedenti all’incidente, la Australian Competition and Consumer Commission aveva pubblicato un avviso relativo al rischio di surriscaldamento del Pixel 6a. L’ente non aveva imposto richiami, ma aveva invitato i consumatori a prestare attenzione durante l’uso.
Google, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Resta quindi incerta l’eventualità di nuove contromisure o di un eventuale richiamo più esteso. Questo nuovo caso, il quinto noto in meno di un anno, mette nuovamente in discussione la sicurezza complessiva del dispositivo, con implicazioni rilevanti per la reputazione della gamma Pixel.
