Prima di raccontarvi il grande traguardo raggiunto dai ricercatori del CERN di Ginevra è giusto fare una precisazione, la fisica moderna infatti da sempre si trova davanti a un’interrogativo che rimane ancora senza risposta, perché l’universo che conosciamo è fatto quasi esclusivamente di materia? La teoria infatti ci dice che il Big Bang avrebbe dovuto creare materia e antimateria in quantità perfettamente identiche le quali poi sarebbero dovute finire con l’annichilimento reciproco lasciando il cosmo come uno spazio vuoto pervaso da energia, qualcosa però non è andato come previsto è una minuscola asimmetria a permesso alla materia di prevalere sull’antimateria.
Progetto Base
Proprio per cercare di fare luce su questo intrigante interrogativo i fisici dell’esperimento base al CERN di Ginevra hanno fatto un passo in avanti incredibile, pubblicato recentemente sulla rivista nature, per la prima volta nella storia i ricercatori sono riusciti a generare un qubit partendo da una singola particella di antimateria.
Nello specifico si tratta di un antiprotone che è riuscito a restare in uno stato di coerenza quantistica per quasi un minuto, attenzione però, il termine utilizzato sebbene possa far pensare subito ai computer quanti Stie non rispecchia l’obiettivo di questo traguardo, l’antiprotone in questione infatti non servirà a processare informazioni più velocemente, bensì fungerà da sonda ultrasensibile per scrutare le proprietà dell’antimateria con una precisione ma era raggiunta precedentemente, l’intento della ricerca infatti è quello di testare uno dei pilastri della fisica moderna, la cosiddetta simmetria CPT: carica, parità e tempo, teoria secondo la quale una particella e la sua antiparticella dovrebbero avere una massa identica, carica opposta e dunque rispondere in modo speculare alle leggi della fisica.
Ed effettivamente tutte le misurazioni che sono state condotte hanno confermato questa simmetria con una precisione mai vista prima, l’obiettivo che ovviamente andrebbe a svelare i segreti dell’universo è proprio quello di trovare una pur minima violazione di questa regola, una leggera asimmetria ci permetterebbe di capire come la materia ha vinto sull’antimateria.
