Fino a ieri sembrava una scelta quasi scontata: se vuoi evitare la plastica, bevi da una bottiglia di vetro. È elegante, solida, e soprattutto trasmette quell’idea di “pulito” e “sostenibile” che ci piace tanto. E invece, arriva la scienza a rovinare la festa. Una nuova ricerca dell’agenzia francese ANSES ha sollevato una questione tutt’altro che trascurabile: le bottiglie di vetro potrebbero contenere molte più microplastiche di quelle in plastica. Sì, hai letto bene.
Microplastiche nascoste nei tappi metallici di bottiglie in vetro
Il colpevole? Non è il vetro in sé, ma qualcosa che di solito ignoriamo del tutto: il tappo. Quei classici tappi a corona, in metallo, che sigillano birre, bibite e anche l’acqua “di qualità” venduta in vetro. Secondo lo studio, proprio da lì arriverebbero microplastiche in quantità anche 50 volte superiori rispetto a quelle presenti nelle bottiglie di plastica. Una scoperta che, inutile dirlo, ha fatto alzare più di un sopracciglio.
I ricercatori hanno ricostruito il percorso con pazienza e metodo. Hanno notato che le particelle trovate nelle bevande avevano lo stesso colore e la stessa composizione della vernice usata per rivestire i tappi. A quanto pare, durante lo stoccaggio e il trasporto, i tappi vengono ammassati insieme e sfregandosi tra loro si graffiano. Il risultato? Minuscoli frammenti di plastica che si accumulano proprio lì, all’interno del tappo, pronti a cadere nel liquido quando la bottiglia viene sigillata.
Non si vedono, non si sentono, ma ci sono. E come sappiamo, le microplastiche non sono solo fastidiose: possono contenere sostanze come BPA e ftalati, che non è proprio il massimo bere con l’aperitivo. Passano nel sangue, raggiungono organi e tessuti, e non fanno bene a nessuno.
Una possibile soluzione sarebbe sciacquare ogni tappo prima dell’uso, ma è difficile immaginare le industrie farlo su milioni di pezzi al giorno. Per ora, quindi, non ci resta che sapere. E forse iniziare a chiederci se anche ciò che sembra più “pulito” sia davvero così innocente come pensavamo.
