Il “pezzotto”, ovvero il decoder usato per accedere illegalmente a contenuti audiovisivi, torna al centro del dibattito politico. Questa volta, con una proposta concreta: inasprire le sanzioni per chi ne fa uso e destinare i proventi delle multe al Fondo per lo sviluppo del cinema e dell’audiovisivo.
Questa nuova proposta è stata ufficialmente introdotta da Marco Osnato, attualmente a capo della Commissione Finanze in veste di presidente. L’obiettivo della proposta in questione è quello di andare ad apporre alcune modifiche ad una legge di vecchio stampo, ovvero quella che riguarda il diritto d’autore (legge 633/1941).
Sanzioni più severe per chi usa IPTV illegali
Le sanzioni verranno aumentate e la minima non sarà più di 154 € bensì di 500 €. Per quanto riguarda invece la sanzione massima, si potrebbe arrivare addirittura oltre i 16.000 €.
È chiaro che tra le incriminate ci sono le IPTV illegali, le quali garantiscono la possibilità di usufruire di contenuti a pagamento tra cui quelli sportivi e quelli relativi al cinema anche senza avere un abbonamento. Un sistema che si affida a canali pirata, spesso gestiti tramite decoder modificati venduti a basso costo. A differenza delle IPTV legittime, come DAZN o Now TV, queste soluzioni non hanno alcuna autorizzazione e violano i diritti dei titolari dei contenuti.
I fondi andranno a sostenere il settore audiovisivo
Un elemento interessante della proposta è la destinazione delle somme raccolte. Grazie al coinvolgimento del deputato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, i proventi delle sanzioni verranno trasferiti al Fondo per lo sviluppo del cinema e dell’audiovisivo, previsto dalla legge cinema del 2016.
Il testo è stato presentato in Aula lo scorso 20 maggio e depositato ufficialmente il 16 luglio, ma la discussione è attesa per settembre, con la ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. L’intento è chiaro: trasformare un fenomeno illegale in una risorsa per l’industria culturale, colpendo non solo i fornitori, ma anche gli utenti finali.
