Volare a oltre 6.000 chilometri orari non è più fantascienza, né un’esclusiva da film d’azione. Sta diventando, poco a poco, una possibilità concreta — e stavolta l’Europa non vuole restare a guardare. In un mondo in cui Stati Uniti e Cina si rincorrono a colpi di innovazioni supersoniche e lanci spaziali sempre più arditi, anche il vecchio continente ha deciso di scendere in pista. Letteralmente. Il nome del progetto è Invictus, e già suona come una dichiarazione d’intenti: non solo rimanere in gara, ma dire la propria, con ambizione.
Invictus, quando l’ingegneria europea spinge gli aerei verso velocità supersoniche e oltre
A guidare questa sfida è l’Agenzia Spaziale Europea, insieme alla britannica Frazer-Nash. L’idea è semplice da raccontare ma straordinariamente complessa da realizzare: costruire un velivolo ipersonico capace di decollare come un normale aereo da una pista qualunque, raggiungere velocità incredibili — sopra Mach 5 — e poi tornare giù, pronto a ripartire. Niente razzi da lanciare in verticale, nessun “usa e getta”, ma un mezzo riutilizzabile, efficiente, che possa rivoluzionare il modo in cui pensiamo al trasporto spaziale (e forse anche a quello terrestre).
Il cuore tecnologico del progetto? Un motore “air-breathing” alimentato a idrogeno liquido, che sfrutta l’aria circostante per alimentarsi, ma soprattutto un sistema di preraffreddamento capace di domare le temperature estreme generate dalla velocità. Ed è qui che entra in gioco tutta l’esperienza accumulata con il motore SABRE della Reaction Engines, un’innovazione britannica supportata da anni dall’ESA. Si parla di aria che passa da mille gradi a temperatura ambiente in un battito di ciglia. Non è magia, è ingegneria.
In dodici mesi, il team guidato da ESA e Frazer-Nash — con partner del calibro della Cranfield University e Spirit Aero Systems — dovrà mettere nero su bianco il progetto preliminare. Ma l’ambizione va oltre. L’obiettivo è aprire la strada a una nuova generazione di spazioplani, capaci di trasformare l’accesso allo spazio in qualcosa di più veloce, flessibile e — chissà — un giorno forse persino alla portata di più persone.
Una rivoluzione è all’orizzonte. E questa volta, si muove a Mach 5.
