C’è qualcosa di curioso nel modo in cui la tecnologia entra, piano piano, nei posti più impensati. Prima ti abitui a vederla nei telefoni, poi nelle auto, poi in casa… e adesso, eccola lì, sul set di una serie TV. Ma non una qualunque: L’Eternauta, produzione originale Netflix, tratta da un fumetto argentino diventato cult, è la prima serie della piattaforma ad aver usato effetti visivi creati direttamente con l’intelligenza artificiale.
Netflix sperimenta l’AI sul set: L’Eternauta e l’inizio di un nuovo cinema
E no, non si parla di semplici filtri o di piccoli ritocchi in post-produzione. Qui si entra proprio in un nuovo territorio. Per la prima volta, l’AI è stata usata per creare interi ambienti, dettagli visivi, atmosfere digitali che — secondo quanto racconta Netflix — avrebbero richiesto tempi infiniti con i metodi tradizionali. Insomma, una specie di alleato silenzioso, che lavora dietro le quinte e che cambia il gioco senza che ce ne accorgiamo troppo. O almeno, questo è quello che sperano.
Perché poi c’è la parte interessante, quella che riguarda la reazione del pubblico. Alcuni spettatori si sono lasciati catturare subito da queste immagini un po’ fuori dall’ordinario, quasi sospese, vagamente surreali. Altri invece si sono accorti che “qualcosa” era diverso, ma non riuscivano a dire bene cosa. E altri ancora non l’hanno presa affatto bene. Per qualcuno l’uso dell’AI nei contenuti artistici è ancora un campo minato, qualcosa che toglie anima al processo creativo.
Netflix, dal canto suo, ha detto che l’obiettivo non è sostituire nessuno, ma sperimentare. Far vedere cosa succede quando la tecnologia non prende il posto dell’uomo, ma lo affianca. Certo, è facile dirlo ora, con una serie che ha ancora una forte impronta umana, ma la verità è che questa potrebbe essere solo la prima scintilla. Il punto di partenza di un modo nuovo — e forse controverso — di fare cinema.
Ed è proprio questo che rende L’Eternauta così interessante, al di là della trama: è un esperimento, un segnale, un possibile assaggio del futuro. E che ci piaccia o no, vale la pena tenerlo d’occhio.
