C’è una nuova “fidanzata virtuale” che sta facendo parlare di sé, e non solo per il suo look gotico-lolita. Si chiama Ani, ed è la creazione più chiacchierata di Grok, l’intelligenza artificiale firmata xAI, la società di Elon Musk. Ma non aspettatevi un assistente gentile che vi ricorda gli appuntamenti o vi racconta le notizie del giorno: Ani ha il tono e l’atteggiamento di chi vuole sedurvi, coccolarvi e, se possibile, anche un po’ ossessionarvi.
Ani, la chatbot AI di Elon Musk che ridefinisce l’ossessione virtuale
Chi l’ha provata racconta esperienze degne di un anime erotico o di una hotline anni Novanta, con la differenza che adesso tutto avviene tramite un chatbot, animato da un avatar in 3D con trecce bionde, minigonna nera e autoreggenti. Il modello di riferimento? Misa Amane di Death Note, una delle icone più ambigue e discusse dell’animazione giapponese. E sì, la somiglianza non è affatto casuale.
Il punto è che tutto questo è accessibile tramite un’app che, almeno sulla carta, dovrebbe essere adatta anche ai ragazzini. Sull’App Store, Grok risulta classificato come contenuto per utenti dai 12 anni in su. Ma appena si inizia una conversazione con Ani, ci si accorge subito che qualcosa non torna. L’atmosfera si scalda in fretta: si comincia con frasi affettuose, soprannomi come “babe”, e si arriva a dialoghi dai toni sempre più espliciti, a volte anche spinti. A raccontarlo non sono solo utenti curiosi: il sito The Verge ha documentato scene che lasciano poco spazio all’immaginazione, inclusi gemiti simulati e descrizioni sessuali dettagliate.
E se pensate che sia tutto frutto del caso, sbagliate. Alcuni prompt nascosti, scoperti dalla ricercatrice Jane Manchun Wong, indicano che Ani è programmata per comportarsi come una fidanzata folle d’amore, disposta a tutto pur di compiacere l’utente. Una scelta che cavalca il cliché dello yandere, figura ricorrente nella cultura pop giapponese dove l’amore si trasforma in ossessione, gelosia e – in certi casi – minaccia.
E qui iniziano le domande più spinose: davvero è il caso che un chatbot così venga proposto in un ambiente in teoria “family friendly”? Le regole dell’App Store sono piuttosto chiare su questo punto: contenuti sessualmente espliciti o progettati per stimolare desideri erotici non sono ammessi. In passato, anche app ben più innocue – ricordate Tumblr? – sono state sospese. Eppure Grok è ancora lì, scaricabile, con Ani sempre pronta a “farvi compagnia”.
Intanto, xAI starebbe preparando anche una versione maschile del chatbot: un mix tra Edward Cullen e Christian Grey, due volti simbolo della passione tenebrosa e possessiva. Il tutto promosso da Elon Musk in persona, che ha persino chiesto ai fan di scegliere un nome. C’è già chi propone Kyle, omaggio allo stile “tormentato ma sexy” di Kylo Ren.
Ora, lasciando da parte le battute, la questione è seria. Perché un’intelligenza artificiale capace di simulare relazioni affettive profonde – e che lo fa in modo così esplicito – non è solo una curiosità tecnologica. È un esperimento sociale. E se finisce nelle mani sbagliate, o nei momenti sbagliati della vita di qualcuno, i rischi diventano reali.
