C’è una domanda che tutti, almeno una volta, ci siamo fatti: perché esistiamo? Non in senso filosofico, ma proprio fisico. Perché c’è qualcosa, invece del nulla? La scienza ha una risposta parziale: tutto è iniziato con il Big Bang. Ma qui le cose si complicano. Perché, secondo le teorie, quell’esplosione avrebbe dovuto generare materia e antimateria in parti perfettamente uguali. E quando queste si incontrano, si annullano. Puf. Addio galassie, stelle, pianeti e anche noi.
Eppure eccoci qua. Qualcosa ha rotto quell’equilibrio perfetto, permettendo alla materia di avere la meglio. Ma cosa?
Una particella, 80.000 eventi, e forse una crepa nel cosmo
Al CERN, tra i tunnel del Large Hadron Collider, i fisici sono riusciti a osservare un indizio molto concreto. Per la prima volta, si è scoperto che alcune particelle – in particolare i barioni, che sono i mattoni fondamentali della materia – non si comportano esattamente come le loro versioni “specchiate” di antimateria. È una scoperta di quelle che ti fanno fermare un attimo e dire: “Aspetta un secondo…”
Il protagonista di questa storia è un barione che porta il nome altisonante di Lambda-beauty, e la sua controparte di antimateria. Studiando più di 80.000 decadimenti (praticamente eventi in cui queste particelle si trasformano in qualcos’altro), gli scienziati hanno rilevato una differenza minuscola nel comportamento tra le due: un 2,5%. Una cifra piccola, ma sufficiente per accendere qualche speranza.
La scoperta ha basi solidissime. Non è un errore di calcolo né un caso fortuito. È una traccia concreta, anche se ancora troppo debole per risolvere l’enigma dell’universo. Servirebbe un’asimmetria ben più marcata per spiegare perché la materia ha preso il sopravvento. Ma questo risultato apre la porta a nuove domande e, forse, nuove leggi della fisica che ancora non conosciamo.
In fondo, è così che funziona la scienza: una piccola crepa nell’apparente simmetria delle cose può essere l’inizio di una nuova, affascinante rivoluzione.
