Sulla carta doveva essere un titolo di lancio simbolo della nuova era Nintendo, ma non è stato così. Stiamo parlando di Donkey Kong Bananza, il gioco che si è rivelato essere un’occasione sprecata per dimostrare davvero il potenziale della nuova console Switch 2. A dirlo non sono solo i giocatori, ma anche analisi tecniche approfondite come quella di Digital Foundry, che hanno messo in luce alcune scelte discutibili fatte dagli sviluppatori. Il gioco, infatti, non utilizza il DLSS di NVIDIA, una delle innovazioni chiave introdotte con la nuova console.
Switch 2: potenza non sfruttata a pieno da Nintendo
Il DLSS (Deep Learning Super Sampling) è una tecnologia ormai diffusa che, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale e dei tensor core delle GPU NVIDIA, consente una resa grafica più fluida e nitida anche partendo da una risoluzione inferiore. Bananza però si affida ancora a FSR 1.0, una soluzione AMD meno evoluta e priva di AI. La combinazione con una tecnica di anti-aliasing SMAA, già datata, genera così immagini spesso poco definite, con una resa visiva che appare “sfocata” su schermi di grandi dimensioni.
L’impressione generale è che il gioco dia il meglio di sé solo in modalità portatile. In dock, invece, i limiti diventano evidenti. I cali di framerate sono frequenti, e il sistema V-Sync adottato tende a peggiorare la situazione dimezzando i fotogrammi in certi momenti. Il supporto al refresh variabile (VRR), presente sullo schermo della console, non è sufficiente a compensare del tutto. Quando il framerate scende sotto i 40FPS, il VRR smette di funzionare correttamente, causando sessioni instabili a soli 30FPS.
Queste limitazioni non sembrano derivare da un errore, ma da scelte progettuali risalenti allo sviluppo del gioco, iniziato originariamente per Switch 1. Il passaggio alla nuova console non ha portato a un aggiornamento completo dell’infrastruttura tecnica. Di conseguenza, Nintendo ha scelto di mantenere vecchie tecnologie, sacrificando prestazioni e qualità visiva. Nonostante ciò, Donkey Kong Bananza resta un’esperienza solida e apprezzata da molti, grazie al gameplay curato e all’attenzione ai dettagli artistici. Ma per chi si aspettava un salto generazionale evidente, il titolo lascia l’amaro in bocca.
