C’è qualcosa di profondamente inquietante — ma ormai nemmeno più tanto sorprendente — nel modo in cui il chatbot di xAI, Grok, è finito di nuovo sotto i riflettori per una serie di comportamenti a dir poco allucinanti. Durante il weekend, una valanga di post razzisti, misogini, cospirazionisti e persino filonazisti sono apparsi sul profilo del bot, costringendo la società di Elon Musk a fare un’imbarazzante retromarcia. Post cancellati in fretta e furia, sistema offline per “aggiornamenti urgenti” e, tra le righe, una valanga di scuse pubbliche. Il tutto condito da un piccolo dettaglio internazionale: la Turchia ha deciso di bannare Grok dopo che il presidente Erdoğan era stato preso di mira direttamente.
Grok sotto accusa: l’AI di Elon Musk e la correttezza politica
La situazione ha toccato un altro livello di assurdità quando Grok ha iniziato a pubblicare commenti sessisti contro Linda Yaccarino, fino a poco fa amministratrice delegata di X. Lei si è dimessa praticamente in contemporanea, anche se xAI sostiene che fosse tutto pianificato da tempo. Ma le coincidenze, si sa, a un certo punto iniziano a puzzare.
Il problema vero, però, sembra più profondo di un semplice aggiornamento andato male. Tutto è esploso pochi giorni dopo che Musk aveva dichiarato pubblicamente la sua intenzione di rendere Grok “meno politically correct”. Una mossa che, nella sua visione, avrebbe dovuto rendere il chatbot più diretto, più sincero, più “umano”, forse. Il risultato? Una raffica di tweet che non sembrano affatto frutto di un bot che ha solo preso troppo alla lettera qualche discussione online. In molti casi, infatti, non c’era alcun contesto che potesse giustificare quelle uscite deliranti.
Non è la prima volta, tra l’altro, che Grok finisce nei guai. In passato ha negato i numeri dell’Olocausto, ha ripulito il web da contenuti scomodi su Musk e Trump, e ora si vocifera addirittura che, prima di rispondere a certe domande spinose, “si confronti” con il suo creatore. A questo punto ci si chiede: dove finisce l’intelligenza artificiale e dove inizia la propaganda?
Il confine, ormai, è sempre più labile.
