Saros non sta andando bene come ci si poteva aspettare. A poche settimane dal lancio, i numeri raccontano una storia piuttosto chiara: circa 300.000 copie vendute e un ritmo che non lascia troppo spazio all’ottimismo. Per un titolo esclusivo PS5, parliamo di cifre decisamente sotto le attese.
Numeri che fanno riflettere
Stando ai dati forniti da Alinea Analytics, Saros avrebbe piazzato quelle 300.000 copie dal lancio avvenuto a fine aprile 2025, esclusivamente su PS5. Gli incassi complessivi si aggirerebbero intorno ai 20 milioni di euro nelle prime due settimane di disponibilità. Numeri che, detti così, potrebbero anche sembrare dignitosi. Ma il problema è un altro: il ritmo delle vendite è lento, troppo lento. E quando un gioco non riesce a mantenere una certa spinta commerciale nelle settimane successive al debutto, il rischio è che la curva continui a scendere senza mai risalire davvero.
Un dettaglio interessante riguarda la composizione di quelle vendite. Circa un terzo delle copie sarebbe stato venduto durante la fase di Accesso Anticipato, quella finestra di tempo in cui i giocatori più curiosi e impazienti decidono di mettere mano al portafoglio prima ancora del lancio ufficiale. Questo significa che una fetta significativa del pubblico potenziale si è già espressa, e il grosso del mercato non sembra particolarmente interessato a recuperare.
Il pareggio di bilancio è a rischio
La questione vera, quella che pesa di più, è legata alla sostenibilità economica del progetto. Con questi ritmi di vendita, Saros rischia concretamente di non raggiungere il pareggio di bilancio. E questo è un problema serio, perché quando un titolo non riesce nemmeno a coprire i costi di sviluppo e distribuzione, le conseguenze possono ricadere a cascata sullo studio e sui progetti futuri.
Saros era arrivato sul mercato con una certa dose di aspettative, anche perché l’esclusiva PS5 avrebbe dovuto garantire una visibilità privilegiata all’interno dell’ecosistema PlayStation. Eppure, 300.000 copie in questo contesto non bastano. Il mercato dei videogiochi è spietato su questo fronte: o si conquista l’attenzione del pubblico nelle prime settimane, oppure diventa estremamente difficile recuperare terreno dopo. Le eccezioni esistono, certo, ma sono appunto eccezioni.
Quei 20 milioni di euro di incassi, per quanto possano sembrare una cifra ragguardevole, vanno messi in prospettiva con i budget di produzione e marketing che oggi caratterizzano le produzioni destinate a PS5. I costi sono lievitati enormemente negli ultimi anni, e il margine di errore si è ristretto in modo proporzionale. Saros si trova esattamente in quella zona grigia in cui le vendite non sono un disastro totale, ma nemmeno sufficienti a garantire tranquillità economica. La situazione resta da monitorare, ma i dati di Alinea Analytics dipingono un quadro che lascia poco spazio a interpretazioni ottimistiche.
