C’è qualcosa di affascinante nell’idea che la vita, quella vera, potrebbe nascondersi non tra le stelle lontane, ma proprio nel nostro sistema solare. Non parliamo di marziani o strane creature verdi, ma di qualcosa di molto più semplice, quasi invisibile: microbi. Minuscoli, sì, ma potenzialmente rivoluzionari.
Come gli oceani profondi della Terra guidano la ricerca di vita su Europa
Uno dei posti che oggi accende più speranze tra gli scienziati è Europa, una delle lune di Giove. Vista da lontano sembra solo una palla di ghiaccio, ma sotto quella crosta gelida si nasconde un oceano vastissimo. Un oceano salato, che potrebbe sfiorare un fondale roccioso e caldo, come succede nei punti più profondi dei nostri mari. E questo è un dettaglio tutt’altro che banale, perché proprio lì – in quelle condizioni estreme – la vita, sulla Terra, ha avuto origine.
È qui che entra in gioco James Holden, un microbiologo che da più di trent’anni si occupa di studiare ciò che vive nelle profondità oceaniche. Luoghi bui, inospitali, a volte a più di un chilometro e mezzo sotto la superficie, dove non arriva un filo di luce ma la vita c’è eccome: minuscoli organismi che si nutrono dei gas e dei minerali sprigionati dalla Terra, senza bisogno di ossigeno o sole. Proprio questo tipo di ambienti, così alieni anche per noi, sono diventati modelli perfetti per studiare che tipo di vita potremmo trovare su Europa.
E infatti la NASA ha deciso di finanziare le sue ricerche con un bel gruzzolo: circa 580.000 euro per i prossimi tre anni. Il suo team usa sottomarini – a volte con equipaggio, altre completamente robotici – per raccogliere campioni dal fondale e analizzarli in laboratorio, ricreando le stesse condizioni che ci potrebbero essere su una luna a centinaia di milioni di chilometri da qui.
La verità è che non sappiamo ancora se Europa ospiti davvero qualcosa di vivo. Ma se dovesse succedere, la sorpresa più grande sarebbe scoprire che quel “qualcosa” assomiglia più a noi – o almeno ai nostri microbi – di quanto pensassimo.
