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Punti quantici: ecco come funzionano
Il vero salto di qualità è arrivato con l’utilizzo di un fenomeno quantistico chiamato processo Auger a due fotoni con scambio di spin. In termini semplici, tale meccanismo consente alla particella di assorbire due fotoni a bassa energia e restituire un singolo elettrone ad altissima energia, detto “elettrone caldo”. Quest’ultimo può innescare reazioni chimiche altrimenti molto difficili.
Il sistema ha dimostrato di poter rompere legami chimici tradizionalmente considerati molto stabili. Come quelli tra carbonio e alogeni o tra carbonio e ossigeno. Ancora più impressionante è stato l’accesso a reazioni come la riduzione di Birch, la quale in condizioni normali richiede ambienti estremamente reattivi e difficili da controllare. Con tale approccio basato sulla luce, tutto avviene in condizioni più blande e con un’efficienza nettamente superiore. È sufficiente una minima parte della luce rispetto a quanto richiesto dalle tecnologie classiche. Con un miglioramento del 99% in termini energetici.
Un ulteriore vantaggio è il controllo preciso sul processo. Il quale può essere attivato o interrotto semplicemente regolando la luce. Tale caratteristica non solo migliora la sicurezza, ma apre possibilità per future applicazioni in cui le reazioni saranno programmabili e automatizzabili.
Fonte: TecnoAndroid








