A volte l’intelligenza artificiale riesce a sorprenderci in modi che non ci aspettiamo. Non parliamo di chatbot che scrivono testi o software che riconoscono volti, ma di qualcosa che va molto più in profondità. A quanto pare, può anche riscrivere le leggi della fisica. O meglio, scoprirne di nuove.
Quando l’intelligenza artificiale scopre nuove leggi della fisica
È quello che è successo in un laboratorio dell’Emory University di Atlanta, dove un gruppo di ricercatori ha deciso di prendere una rete neurale e metterla davanti a un problema che sfugge da anni agli scienziati: comprendere a fondo il comportamento del plasma polveroso. Già il nome evoca qualcosa di quasi fantascientifico, e in effetti lo è un po’. Parliamo di un gas carico elettricamente, con minuscole particelle di polvere che fluttuano al suo interno. Lo si può trovare negli anelli di Saturno, ma anche nel fumo degli incendi qui sulla Terra. È uno di quegli elementi che sembrano avere un piede nello spazio e uno nel nostro quotidiano.
Il punto è che questo tipo di plasma si comporta in modo piuttosto bizzarro. Le forze tra le particelle non sono simmetriche: se una tira l’altra, l’altra non sempre restituisce il favore. Un classico caso in cui la fisica tradizionale fatica a mettere ordine.
E allora, perché non provare a farlo fare a un’AI? I ricercatori hanno costruito un sistema per osservare in 3D il movimento delle particelle, usando laser e telecamere ad alta velocità, e hanno poi dato tutto in pasto a una rete neurale creata su misura. Il risultato? Non solo l’AI è riuscita a capire come si muovono le particelle, ma ha anche tirato fuori regole nuove, mai formulate prima con questa chiarezza. Tipo che, se una particella precede un’altra, tende ad attrarla, ma quella che segue la respinge. Un’interazione quasi… sociale.
Come se non bastasse, ha pure corretto alcuni errori che i fisici si portavano dietro da anni. Tutto questo, incredibilmente, su un normalissimo computer da scrivania. Nessun supercomputer futuristico. È come se stessimo assistendo all’inizio di una nuova era: una scienza fatta non più solo di ipotesi e formule, ma anche di macchine capaci di intuire ciò che ci sfugge.
