Di recente, sono emerse informazioni poco rassicuranti riguardo il fattore “riciclo” in Italia. In particolare, la fotografia scattata da Legambiente nel report “Comuni Ricicloni 2025” delinea un Paese ancora lontano da una gestione uniforme e virtuosa dei rifiuti. Il dato che più colpisce riguarda il calo dei Comuni definiti “Rifiuti free”. Ovvero quelli in cui ogni abitante produce meno di 75 chilogrammi di rifiuti indifferenziati all’anno. Secondo Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, la partecipazione dei Comuni non è diminuita, ma i risultati sì. Segno che il cambiamento auspicato richiede un impegno più concreto e soprattutto una maggiore responsabilità da parte dei grandi centri urbani.
Calo del riciclo in Italia: ecco i dati emersi
A tal proposito, l’attenzione deve rivolgersi anche verso alcune filiere chiave per la sostenibilità. Come quella dei RAEE e del tessile, due settori che incidono notevolmente sull’ambiente e sulle dinamiche economiche e industriali. Migliorarne la gestione significa ridurre l’impatto ambientale e rafforzare l’economia circolare. La transizione ecologica deve passare anche da interventi di tal tipo. I quali sono in grado di orientare il mercato. Il tutto attraverso politiche d’acquisto più consapevoli e responsabili, capaci di generare impatti positivi su tutta la società.
Nel 2024 erano 698, ma nell’edizione del 2025 sono scesi a 663, rappresentando solo l’8,4% del totale. Tale calo suggerisce che l’attenzione alla sostenibilità non è ancora radicata come dovrebbe. Soprattutto nelle grandi città, che continuano a restare ai margini delle buone pratiche ambientali.
Secondo i dati emersi, il quadro territoriale risulta fortemente sbilanciata verso il Nord Italia. Qui si concentrano il 64% dei comuni Rifiuti free (424 in totale). Il Sud mostra segnali positivi con 209 comuni (31,5%). Mentre il Centro resta indietro, con appena 30 comuni, nemmeno il 5%. Il Veneto emerge come la regione più avanzata, con 161 Comuni che rispettano i criteri imposti dal report. Lombardia e Campania seguono con rispettivamente 107 e 84 amministrazioni. Tra i capoluoghi si distingue il debutto di Nuoro, che si unisce a Treviso, Pordenone e Trento.
