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Revisione degli incentivi e nuova attenzione sulle fonti tradizionali
I punti centrali della proposta sono essenzialmente tre. Il primo prevede la cancellazione anticipata dei crediti d’imposta per l’acquisto di veicoli elettrici. Il secondo, la sospensione graduale degli incentivi fiscali per l’energia solare ed eolica. Il terzo, la rimozione della possibilità di trasferire o vendere tali crediti, una misura che facilitava il finanziamento di nuovi progetti. Si tratta decisamente di un’inversione di rotta rispetto alle politiche ambientali adottate negli ultimi anni, con conseguenze potenzialmente rilevanti per l’industria green.
Il piano però non si limita alla sola revisione degli incentivi economici. In quanto include anche l’abolizione di alcune norme ambientali, tra cui quelle dell’EPA che impongono limiti più stringenti alle emissioni dei veicoli dal 2027. In più i fondi destinati alla riduzione delle emissioni nei porti, nelle scuole e nei distretti industriali verrebbero eliminati. Le risorse risparmiate sarebbero rivolte di nuovo alle infrastrutture energetiche tradizionali. Come ad esempio la Riserva Strategica di Petrolio, che riceverebbe oltre 1,5miliardi di dollari.
Secondo i sostenitori della proposta, ridurre questi incentivi è necessario per rilanciare l’industria nazionale e semplificare la spesa pubblica. Le organizzazioni ambientaliste, invece, esprimono preoccupazione per i possibili effetti di tutto ciò e sui costi energetici per i cittadini. Il confronto ora si sposta in Congresso, dove si discuterà se questi tagli rappresentino una decisione necessaria o un passo indietro rispetto agli impegni sul clima.









