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Auto ibride plug-in in difficoltà, Porsche 911 eccellenza dell’anno
Lo studio evidenzia però anche alcuni punti deboli. Il sistema di intrattenimento, ad esempio, continua a essere la fonte principale di frustrazione per molti automobilisti. Nonostante i display sempre più grandi e moderni siano esteticamente apprezzati, la loro complessità penalizza l’esperienza d’uso. Gli utenti si ritrovano costretti a navigare tra un grande numero di schermate per funzioni fondamentali come la climatizzazione o l’apertura del garage. Operazioni che, se non semplificate, possono distrarre dalla guida e compromettere la sicurezza. Le case automobilistiche, secondo JD Power, dovrebbero quindi modificare l’interfaccia digitale mantenendo alcuni comandi fisici, così da migliorare l’intuitività generale del sistema.
Se i marchi giapponesi si distinguono in positivo, le ibride plug-in si piazzano invece in fondo alla classifica. Sono le auto con il maggior numero di problematiche segnalate, circa 237 ogni 100 unità. Prestazioni peggiori persino rispetto ai veicoli elettrici a batteria, che registrano 212 problemi. Una tendenza più positiva hanno le auto a benzina e le ibride classiche, con rispettivamente 184 e 196 segnalazioni. Invece, tra le elettriche, solo Tesla contribuisce a migliorare la media del settore.
Anche i modelli appena introdotti sul mercato si rivelano meno affidabili. Dal 2020, anno della revisione dello studio, non si registravano numeri così alti. Parliamo infatti di 203 problemi ogni 100 veicoli nuovi, contro i 190 dei modelli già consolidati. Solo 2 dei 18 nuovi modelli analizzati hanno performance superiori alla media. . Un risultato che testimonia l’eccellenza ingegneristica del marchio tedesco.










