Non si fermano i casi di malfunzionamento legati ai connettori di alimentazione delle schede grafiche NVIDIA di ultima generazione. Dopo le precedenti segnalazioni sulla RTX 4090, il fenomeno si ripresenta ora anche con la GeForce RTX5090D, una variante della nuova architettura Blackwell riservata al mercato cinese. Due nuovi episodi emersi sui forum di Baidu Tieba alimentano il dibattito sull’affidabilità del connettore 12V-2×6, l’evoluzione tecnica pensata per risolvere i problemi della generazione precedente. Nonostante gli sforzi di revisione, i casi di scioglimento dei connettori sembrano tutt’altro che risolti.
GPU e alimentatori di qualità sotto accusa: il mistero dei connettori difettosi
Nel primo caso riportato, la GPU Aorus GeForce RTX 5090D Master Ice ha smesso di funzionare dopo due mesi di utilizzo apparentemente regolare. L’alimentatore impiegato era un Segotep KL-1250G, un modello da 1.250watt certificato 80 Plus Gold e conforme allo standard ATX 3.0. Nonostante le specifiche di fascia alta, il connettore 16-pin ha ceduto. Tale situazione genera quindi dubbi sulla qualità di alcuni marchi, come Segotep, già criticati in passato per problematiche simili con le RTX 4090.
Ancora più inquietante è ciò che è accaduto nel secondo episodio, qui una Gainward GeForce RTX 5090D, associata a un alimentatore ASUS ROG Loki, ha subito danni evidenti sia sul connettore della GPU che su quello dell’alimentatore. Trattandosi di un dispositivo di fascia alta e di un brand considerato affidabile, l’ipotesi di un problema legato esclusivamente alla qualità dell’alimentatore perde forza. Emergono così domande relative alla progettazione del nuovo standard di alimentazione adottato da NVIDIA, che sembrava dover risolvere definitivamente la questione del surriscaldamento.
L’aspetto più critico resta l’imprevedibilità del guasto. Esso infatti può presentarsi pochi giorni dopo l’installazione o manifestarsi solo dopo mesi. Questo rende difficile qualsiasi intervento preventivo e mina la fiducia degli utenti nei confronti delle GPU più potenti e costose. Se il problema dovesse estendersi anche al di fuori del mercato cinese, l’intero ecosistema NVIDIA rischierebbe una crisi di credibilità difficile da gestire e superare.
