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Project Indigo: la visione di Adobe per foto mobili più naturali

Adobe lancia Indigo, una nuova app fotocamera che punta a portare qualità da reflex sugli smartphone, senza AI generativa.

scritto da Margherita Zichella 24/06/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Adobe lancia Indigo, una nuova app fotocamera che punta a portare qualità da reflex sugli smartphone, senza AI generativa.
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Chiunque abbia scattato una foto col telefono in condizioni difficili — poca luce, riflessi fastidiosi o scene troppo luminose — lo sa bene: a volte la fotocamera dello smartphone è sorprendente, altre volte invece lascia a desiderare. Negli ultimi anni, però, è cambiato qualcosa di importante. Il vero regista dietro lo scatto non è più solo l’hardware, ma il software. Oggi i nostri telefoni non si limitano a catturare immagini, le costruiscono, le rielaborano e le perfezionano in tempo reale. Ed è proprio qui che entra in gioco Project Indigo, la nuova scommessa di Adobe.

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Scatti da reflex sullo smartphone? Adobe ci prova con Project Indigo

La notizia è fresca e già ha fatto molto rumore: Adobe ha lanciato una nuova app fotocamera, nata con un obiettivo ambizioso — restituire quella magia fotografica che chi ha usato un Google Pixel di prima generazione conosce bene. Dietro a Indigo ci sono menti come Marc Levoy e Florian Kainz, gli stessi che hanno rivoluzionato la fotografia mobile anni fa con la Pixel Camera. Anche se hanno lasciato Google, non hanno mai smesso di inseguire l’idea di cambiare il modo di fare foto con lo smartphone. E ora, dopo cinque anni di lavoro, possiamo finalmente vedere i risultati.

Il cuore del progetto è semplice da raccontare, ma difficile da realizzare: fare in modo che le foto da smartphone sembrino davvero scattate con una reflex. Più profondità, più dettagli, più naturalezza. Non magie artificiali o filtri esagerati, ma una tecnologia intelligente che combina fino a 32 scatti diversi in un’unica immagine, gestendo con precisione luci forti e ombre profonde. Il risultato? Dai primi esempi, foto con neri più puliti, luci non bruciate, e un aspetto quasi “non digitale”.

Un altro aspetto interessante è che Adobe, almeno per ora, non si affida all’AI generativa per migliorare le immagini: niente allucinazioni da prompt, solo algoritmi che ottimizzano il reale. Perfino lo zoom — spesso il tallone d’Achille delle fotocamere mobili — sembra trarne beneficio.

Ovviamente, tutto questo si integra perfettamente nell’ecosistema Adobe. Se usi Lightroom o Photoshop, Indigo ti farà sentire a casa, offrendo controlli manuali completi, un’interfaccia fluida e un’esperienza fotografica pensata per chi ama davvero scattare.

Per ora l’app è disponibile su iPhone 14 e modelli successivi (o almeno 12 Pro in su), ma è confermato che arriverà anche su Android. Non resta che provarla e scoprire se davvero Indigo può diventare la nuova stella della fotografia mobile.

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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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