Donald Trump avrebbe scelto di concedere altri 90 giorni a TikTok per cambiare proprietà. Una decisione, filtrata da fonti vicine alla Casa Bianca, che accende nuovamente il dibattito sulla sicurezza nazionale. Sarebbe la terza proroga, una mossa che secondo i detrattori indebolisce la credibilità delle istituzioni americane. TikTok continua a restare nelle mani della cinese ByteDance, azienda considerata vicina al Partito Comunista cinese. Le regole dettate sono due: o vendita o ban, senza alcuna via di mezzo. La legge firmata dal Congresso parla chiaro e non prevede estensioni a oltranza. Dal fronte governativo, Karoline Leavitt avrebbe confermato l’intenzione del presidente di concedere altro tempo. Perché? Ufficialmente per negoziare garanzie più solide sulla protezione dei dati degli utenti americani. Il sospetto, però, è che nessuna soluzione sia davvero pronta.
Trattative bloccate: TikTok non si smuove
All’interno del partito repubblicano, la pazienza sembra agli sgoccioli. Il senatore Josh Hawley ha rotto gli indugi, chiedendo l’applicazione immediata del ban su TikTok. Ogni ulteriore rinvio appare agli occhi di molti come una rinuncia alla fermezza. I dati degli americani, secondo Hawley, non possono restare sotto il controllo anche parziale di una società cinese. Il clima politico si fa ora ancor più incandescente e la legge viene invocata. Chi parla di sicurezza nazionale, pretende che venga agita, non soltanto evocata. Perché TikTok, se resta in mani cinesi, viene ritenuto un cavallo di Troia digitale. Nessuna garanzia sembra sufficiente se l’algoritmo resta un segreto custodito da Pechino.
Al momento non ci sono accordi concreti in vista. La trattativa con Oracle, che sembrava promettente, si è arenata mesi fa. Le tensioni legate ai dazi imposti alla Cina hanno congelato ogni possibilità. E ByteDance? Difficile pensare a una cessione dell’algoritmo che regge l’intera struttura di TikTok. Senza quel codice, vendere la piattaforma significherebbe consegnare solo un guscio vuoto. Il tempo scorre ed intanto settembre si avvicina, quanto può durare ancora questo equilibrio precario?
