
Google sta testando una nuova funzione chiamata Audio Overviews che porta riassunti vocali generati dall’intelligenza artificiale direttamente nei risultati di ricerca. Si tratta di una novità sperimentale che rientra nel programma Search Generative Experience (SGE), attualmente disponibile solo in lingua inglese negli Stati Uniti.
Sintesi vocale con voce naturale
Con Audio Overviews, Google utilizza modelli di intelligenza artificiale generativa per leggere ad alta voce una sintesi delle informazioni più rilevanti legate alla query dell’utente. Il contenuto è letto da una voce naturale, simile a quella di un assistente virtuale, e appare come parte integrata della pagina dei risultati, accanto alla risposta testuale generata dalla SGE. Il nuovo strumento punta a rendere più accessibili i contenuti, in particolare per chi preferisce ascoltare piuttosto che leggere, o per chi si trova in mobilità.
Al momento, la funzione è limitata a un numero ristretto di utenti iscritti al programma SGE tramite Google Search Labs. L’accesso è disponibile esclusivamente con lingua impostata su inglese (USA). Gli utenti devono inoltre effettuare l’accesso con un account Google compatibile. Non è stata comunicata una tempistica ufficiale per il rilascio globale, né se verranno supportate altre lingue o regioni nel prossimo futuro.
L’introduzione di Audio Overviews rientra nella più ampia strategia di integrazione dell’IA generativa nei prodotti core di Google, come già accaduto per i riepiloghi AI su Gmail, Google Docs e Chrome. Nel caso della Search, l’obiettivo è rendere le informazioni più fruibili e immediate, offrendo un’esperienza che supera il formato testuale tradizionale. Questa evoluzione si inserisce anche nella competizione tra Google e altri attori del settore, come Microsoft, che stanno esplorando forme alternative di interazione con i contenuti digitali.
Google non ha ancora chiarito se Audio Overviews verrà esteso ad altri mercati o se sarà disponibile anche su dispositivi mobili tramite Google Assistant. Tuttavia, la direzione presa è chiara: rendere la ricerca online più conversazionale e multisensoriale, sfruttando al massimo le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Se il test dovesse ottenere un riscontro positivo, è probabile che la funzione venga incorporata stabilmente nell’esperienza di ricerca, come parte integrante delle risposte AI-based.
