Li Shufu ha detto no, non ci sarà nessuna nuova fabbrica in Europa o Stati Uniti. Il fondatore di Geely lo ha affermato in modo netto e definitivo. Le ragioni sono chiare e affondano nel presente turbolento del settore automotive. Le guerre commerciali, i dazi e una produzione globale eccessiva hanno reso l’espansione industriale un campo minato. Geely a differenza di BYD o Leapmotor, che scommettono sull’Europa, rifiuta di correre a cercare stabilimenti. Perché? Le parole di Li Shufu non lasciano spazio a interpretazioni: la globalizzazione nel mondo dell’auto è in crisi. Investire miliardi oggi può significare perderli domani.
Auto diesel, sovraccapacità e scelte radicali per Geely
Non è una rinuncia, ma un’alternativa. Geely ha già fabbriche in Belgio, Svezia e South Carolina grazie ai marchi controllati. Volvo, Lotus, Zeekr e Polestar fanno parte del suo impero. E non è tutto, infatti in Corea del Sud, Renault Korea Motors produce per Geely. Una rete già attiva, già funzionante. Dunque, servono davvero nuovi stabilimenti? Forse no. In tutto ciò, le auto diesel diventano il simbolo di un passato che torna a pesare. Una tecnologia in difficoltà, schiacciata tra normative e nuove tendenze. Eppure, nei mercati emergenti, è ancora richiesta. Mentre altri costruiscono in Messico per vendere negli USA, Geely guarda altrove. Sud-est asiatico, componenti localizzati e formazione di manodopera qualificata: qui si gioca il futuro, non tra cemento e capannoni.
Cosa può contare davvero più della costruzione di una nuova fabbrica? La collaborazione. Geely rafforza i suoi legami con Renault e punta su operazioni condivise, evitando costi enormi e rischi imprevedibili. Perché buttarsi in nuove avventure quando si può valorizzare ciò che già esiste? Nel frattempo, si lavora su nuovi modelli. Il Galaxy M9, SUV lanciato da poco, è solo l’inizio. Fa parte del piano industriale “Five by Five”, pensato per far crescere la presenza globale. Le auto diesel non spariscono, ma resistono e si adattano, proprio come fa Geely che sceglie di non costruire, ma non si ferma.
