Il conto alla rovescia era partito. Dal 1° ottobre 2025, le auto diesel Euro 5 sarebbero state bandite nei giorni feriali dalle 8:30 alle 18:30 nei comuni sopra i 30mila abitanti del Bacino Padano. Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si preparavano al divieto, con i cittadini in allarme. Per molti, cambiare auto è oggi un lusso. Chi non ha risorse, cosa dovrebbe fare? L’annuncio aveva sollevato un’ondata di proteste, accese anche dalla consapevolezza che il provvedimento avrebbe colpito migliaia di lavoratori e famiglie. Il ministro Matteo Salvini, pungolato dalle pressioni regionali, aveva promesso una via d’uscita e quella via ora è scritta nero su bianco con l’emendamento depositato dalla Lega al decreto infrastrutture. Un’azione concreta per fermare il blocco delle auto diesel per almeno un altro anno.
Stop auto diesel Euro 5: cosa succede?
Il nuovo orizzonte si chiama 31 ottobre 2026. Una data che potrebbe diventare il nuovo scudo per chi ancora guida un’auto diesel Euro 5. Nessun via libera incondizionato, però. Le Regioni potranno decidere se rinviare, ma saranno obbligate ad attuare misure ambientali compensative. Tra queste, il miglioramento energetico degli edifici e l’incremento del verde pubblico. I governatori regionali erano già al lavoro su piani alternativi per evitare lo stop drastico. Troppe famiglie, soprattutto nei centri urbani coinvolti, non potevano affrontare una spesa elevata per cambiare auto. Lo strumento MoVe-In rimane, ma con limiti rigidi che non tutti possono accettare. Sarebbe bastato quello? In tanti non ci hanno mai creduto davvero.
Tra gli altri emendamenti spunta anche un colpo di scena sugli autovelox. La Lega propone che i Comuni debbano comunicare ogni dispositivo presente sul proprio territorio. Se mancano i dati, gli apparecchi non potranno entrare in funzione. Un segnale chiaro verso la trasparenza, secondo chi sostiene la misura. Il ministero, intanto, attende risposte precise da troppo tempo. Nessuno potrà più installare dispositivi a sorpresa. Il percorso dell’emendamento è ancora in corso ed il finale non è scritto, ma l’attesa è carica di tensione. Il tempo per le auto diesel sembra essersi fermato, per adesso.
