Nonostante le tensioni politiche, gli addii rumorosi e i tweet al veleno, lo stile Musk continua a lasciare impronte profonde nei corridoi del potere americano. Non parliamo solo di razzi e auto elettriche, ma di qualcosa che potrebbe ridisegnare da cima a fondo il modo in cui funziona il governo federale. Sì, perché sta per arrivare AI.gov, una nuova piattaforma pensata per portare l’intelligenza artificiale nel cuore della pubblica amministrazione. E indovinate un po’? Il lancio è previsto per il 4 luglio. Una data che, a caso, simboleggia rivoluzioni, dichiarazioni d’indipendenza e tagli netti con il passato.
Il governo USA testa un assistente AI per automatizzare le agenzie
La notizia non è stata annunciata con fanfare ufficiali, ma è emersa quasi per caso, grazie ai giornalisti di 404 Media che hanno scovato tracce del progetto su GitHub e sbirciato una versione preliminare del sito. Dietro tutto questo fermento tecnologico c’è un nome che suonerà familiare a molti: Thomas Shedd, ex ingegnere di Tesla e, a quanto pare, uno degli uomini di fiducia del DOGE (soprannome con cui molti chiamano Musk negli ambienti tech e politici). Oggi guida i Technology Transformation Services, una delle unità chiave della General Services Administration.
Ma cos’è, in pratica, AI.gov? Un portale pensato per dare al governo strumenti di AI potenti, centralizzati e — potenzialmente — in grado di automatizzare compiti fino ad oggi svolti da migliaia di esseri umani. Il sito promette un assistente virtuale, una dashboard per monitorare come l’AI viene implementata nelle varie agenzie e una API per collegare i sistemi federali ai giganti dell’intelligenza artificiale: OpenAI, Google e Anthropic.
Tutto questo sta succedendo mentre Musk si è ufficialmente sfilato da alcuni ruoli politici. Ma a quanto pare, le sue idee camminano da sole. L’automazione della burocrazia americana non è più un’ipotesi futuristica: è in fase di beta test. L’URL, per ora, reindirizza alla Casa Bianca — ma è solo questione di tempo.
In un periodo in cui si parla tanto di AI, bias e rischi, vedere un progetto del genere svilupparsi così rapidamente e in modo quasi sotterraneo solleva non poche domande. È davvero un modo per semplificare tutto, o rischia di spostare troppo potere nelle mani della tecnologia — e di chi la controlla?
