Chi l’avrebbe detto che un “sassolino” nello spazio potesse attirare così tanta attenzione? Eppure, 2024 YR4 — un nome che sembra uscito da un catalogo di pezzi di ricambio — è tornato sotto i riflettori. Dopo un bel po’ di mesi in cui è stato seguito per una possibile (anche se improbabile) collisione con la Terra, ora tutti gli occhi si spostano su un nuovo bersaglio: la Luna. Sì, la nostra cara compagna notturna potrebbe essere colpita da questo asteroide il 22 dicembre 2032. Forse. Ma proprio forse.
L’asteroide che mette alla prova le strategie spaziali della NASA
Le nuove previsioni della NASA parlano di un 4,3% di probabilità. Non è tanto, ma neanche pochissimo se pensiamo che stiamo parlando di uno spazio immenso e di un oggetto largo fino a 67 metri — più o meno come un edificio di dieci piani. Insomma, non proprio un granello di polvere. Il James Webb Space Telescope, che è un po’ il nuovo occhio supersonico dell’umanità puntato sul cosmo, ha aggiornato i dati grazie a osservazioni fatte a maggio. E da lì è saltato fuori questo leggero aumento nelle probabilità di impatto lunare.
Per essere chiari: niente panico. Anche se 2024 YR4 dovesse davvero finire contro la Luna, non succederebbe nulla di drammatico. Nessun effetto sulle maree, nessun pericolo per la Terra. L’astronomo Pawan Kumar ha spiegato che, nel peggiore dei casi, qualche frammento potrebbe venire scagliato nello spazio, ma se mai arrivassero dalle nostre parti verrebbero bruciati nell’atmosfera. Fine della storia.
Quello che rende interessante questo asteroide, in realtà, è tutto il percorso che ci ha fatto fare. Prima la paura di un impatto con la Terra, poi il dietrofront grazie a nuove osservazioni, ora l’ipotesi lunare. Nel frattempo, gli scienziati hanno potuto testare ogni fase delle procedure di difesa planetaria: dai primi avvistamenti con i telescopi fino alla gestione delle informazioni per il pubblico. Un banco di prova perfetto.
Ah, e da dove arriva questo vagabondo spaziale? Probabilmente dalla fascia principale degli asteroidi, tra Marte e Giove. Ma per ora se ne sta troppo lontano e debole per essere visto. Lo rivedremo nel 2028, e sarà un’altra occasione per studiarlo meglio — magari scoprendo qualcosa in più sulla sua forma, la sua composizione e il modo in cui questi oggetti viaggiano nel Sistema Solare.
Insomma, 2024 YR4 per ora è lontano, ma ci ricorda quanto sia importante tener d’occhio ciò che succede là fuori. Anche se non ci minaccia direttamente, è un campanello che ci invita a rimanere vigili. E un ottimo esercizio per quando, un giorno, magari, arriverà qualcosa da prendere molto più sul serio.
