Cresce la tensione tra i cittadini del Bacino Padano. Dal prossimo ottobre, milioni di auto diesel Euro 5 rischiano di rimanere ferme. Il Piemonte è tra le regioni più esposte, mentre i cittadini temono di perdere il diritto alla mobilità. Il rischio è quello di vedere penalizzate famiglie che non possono permettersi un’auto nuova. Matteo Salvini interviene con parole dure, accusando direttamente la Commissione Von der Leyen. Secondo il ministro, il blocco è l’effetto di quella che definisce una “follia” targata Green Deal. Il ministro delle Infrastrutture ha definito l’iniziativa europea come una “fesseria economico-industriale”. Il problema non sarebbe solo ambientale, ma sociale. Una scelta simile, dice, spaccherebbe il Paese in due. Chi potrà permettersi l’elettrico e chi no. E allora cosa fare? Il piano si muove su un terreno difficile.
No all’elettrico obbligatorio per le auto
Si guarda al decreto Infrastrutture, attualmente in discussione alla Camera. Qui potrebbe nascere l’emendamento capace di sospendere il blocco dei diesel Euro 5. La soluzione non sarà immediata. Tutto potrebbe slittare a luglio, lasciando milioni di cittadini in bilico. Non si hanno certezze, si ha solo l’attesa per un testo che potrebbe contenere modifiche richieste dalle stesse regioni coinvolte. In ballo ci sarebbero misure alternative per abbattere le emissioni senza fermare le auto. I dettagli ancora non sono noti, ma si parla di interventi graduali. Intanto cresce il malcontento. È davvero sostenibile togliere la strada a chi non ha alternative? È giusto punire chi non può comprare un’auto elettrica nel 2025?
Al convegno organizzato da La Verità, Salvini ha colpito ancora. L’attacco al solo elettrico è stato netto. Per il ministro, non si può imporre un’unica via per le auto, il mercato, ha ribadito, deve decidere. Non si può ignorare che milioni di italiani non vogliano ancora passare all’elettrico e non per capriccio. Sul tavolo anche il tema del superbollo, una tassa che da anni divide. Salvini ha promesso una cancellazione progressiva, a partire dall’innalzamento della soglia e l’annuncio potrebbe arrivare prima della Legge di Bilancio. Svolta reale o solo promesse? Tutto sarà deciso nei prossimi mesi ed il conto lo pagheranno ancora una volta i cittadini.
