Un team del MIT, in collaborazione con il gruppo Olivetti e il Concrete Sustainability Hub, ha sviluppato un sistema basato sull’AI per esaminare centinaia di migliaia di studi e oltre un milione di campioni rocciosi. Grazie a questa ricerca è stato possibile rilevare materiali potenzialmente in grado di sostituire o integrare il cemento tradizionale.
La possibile sostituzione del cemento sarebbe una svolta green per il settore dell’edilizia. L’Intelligenza Artificiale è stata adoperata per analizzare alcune caratteristiche fondamentali che rendono i materiali alternativi compatibili alla sostituzione. In particolare, la loro reattività idraulica, cioè la capacità che hanno di indurirsi a contatto con l’acqua. Inoltre, la capacità che hanno di reagire chimicamente con l’idrossido di calcio per garantire la durabilità e la cementazione.
Attraverso questo approccio sono stati filtri materiali derivati da biomasse, scarti minerari e manufatti edili dismessi, utilizzando la semplice macinazione come processo di preparazione. La ricerca ha identificato una gamma molto varia di sostituti, tra cui: Ceramiche riciclate (es. mattoni, piastrelle, vasellame antico) con alta reattività – un’idea ispirata anche al calcestruzzo romano. Oppure, i residui industriali come ceneri volanti e scorie, già usati in parte, ma ora integrati in modo sistematico grazie all’AI.
Impatto e vantaggi della sostituzione del cemento grazie alle scoperte fatte dall’AI
Questi materiali alternativi scovati non sono nuovi ma già diffusi globalmente e possono essere usati con una lavorazione minima (la macinazione), offrendo opportunità concrete per ridurre le emissioni. Il tutto senza grandi investimenti infrastrutturali. L’utilizzo significativo di sostituti potrebbe diminuire l’impronta di CO₂ del cemento, che oggi ammonta a circa il 7 % delle emissioni globali.
Il team di ricerca del MIT vuole ora validare in laboratorio e su scala reale i materiali più promettenti, per garantire che soddisfino criteri meccanici, durabilità e costo. Come dichiara Randolph Kirchain, direttore del CSHub, l’obiettivo è offrire all’industria “soluzioni sostenibili, senza compromettere forza, sicurezza o durata”.
