Il Reddito Energetico Nazionale ha superato ogni previsione. Le risorse per il 2025 sono state bruciate in pochissimo tempo. Dopo l’enorme afflusso di richieste nel Mezzogiorno, anche il Centro-Nord ha esaurito rapidamente la propria quota. Un segnale potente simbolo di come la corsa al fotovoltaico sia diventata una priorità per migliaia di famiglie italiane. Il Gestore dei Servizi Energetici ha comunicato la chiusura dello sportello. Tutti i fondi stanziati sono stati impegnati. Oltre 25.000 richieste in due anni. Solo nel primo giorno utile del 2025, le regioni del Sud hanno saturato la dotazione disponibile in poche ore. Troppo poche, secondo molti. Chi sperava di accedere ora ai fondi del reddito dovrà attendere. Il GSE ha fatto sapere che il bando potrà riaprire solo se si libereranno almeno 5 milioni di euro.
Energia pulita grazie al Reddito Energetico: il fotovoltaico va avanti
La misura è stata pensata per chi vive in condizioni economiche difficili. Famiglie con ISEE sotto i 15.000 euro, o fino a 30.000 euro con almeno quattro figli a carico, sono state al centro dell’iniziativa. Il requisito? Un immobile di proprietà nelle categorie catastali del gruppo A, escluse le abitazioni di lusso, uffici e castelli. In un Paese in cui la povertà energetica colpisce ancora duramente, questa misura ha offerto una concreta speranza. Installare impianti fotovoltaici tra 2 e 6 kW diventa finalmente possibile. Non un lusso, ma una necessità. Quanta energia ancora andrà sprecata senza interventi simili? Il piano prevede anche che l’energia in eccesso venga immessa nella rete per rifinanziare il Reddito Energetico nei prossimi vent’anni. Un meccanismo circolare in cui chi riceve aiuto domani potrà aiutare altri.
Per accedere ai fondi del Reddito Energetico, l’impianto deve essere realizzato da operatori qualificati. Devono essere inclusi servizi di manutenzione, monitoraggio attivo per dieci anni e coperture assicurative. Nessuna scorciatoia, solo standard elevati. Sono escluse le installazioni obbligatorie per legge o connesse ad altre fonti di produzione. Ogni impianto, inoltre, deve essere autonomo, nuovo e conforme. Perché iniziative simili non sono la regola, anziché l’eccezione?
