Il volo numero 12 di Starship è praticamente alle porte, e con esso debutta la versione 3 del sistema di lancio più ambizioso mai costruito. SpaceX ha fissato il decollo per il 19 maggio (che in Italia corrisponde già al 20 maggio, intorno alle 00:30), mettendo alla prova sia il razzo Super Heavy sia la nave Starship in una configurazione completamente rinnovata. Parliamo di un aggiornamento che non è un semplice ritocco: le modifiche introdotte puntano dritte verso la Luna, perché questa nave è una delle due candidate ad accoppiarsi con la capsula Orion della missione Artemis e portare due astronauti sulla superficie lunare. L’altra candidata è la nave di Blue Origin, che sta procedendo a ritmo spedito, il che rende ancora più cruciale il successo di questo test per la compagnia di Elon Musk.
Le novità tecniche sono davvero tante e vale la pena passarle in rassegna. Super Heavy nella versione 3 cresce leggermente in altezza, passando dai 71 metri dell’ultimo volo ai 72,3 metri attuali, e soprattutto carica 250 tonnellate in più di propellente, arrivando a un totale di 3650 tonnellate tra metano e ossigeno liquido. Il sistema interno di conduzione dei combustibili è stato riprogettato per accendere tutti i 33 motori simultaneamente e migliorare la manovrabilità. Altra modifica interessante: le alette di controllo aerodinamico passano da 4 piccole a 3 più grandi, mentre una nuova struttura di separazione a caldo facilita il recupero del razzo dopo il lancio.
Motori Raptor 3 e le capacità orbitali della nuova Starship
Capitolo motori, che è forse il cuore di tutto. I 33 Raptor 3 prendono il posto dei Raptor 2, e la differenza si sente: ogni singolo motore genera una spinta di 280 tonnellate contro le 230 della versione precedente. Facendo i conti, la spinta totale del razzo arriva a 9.240 tonnellate. E nonostante siano stati migliorati lo scudo di protezione termica e il sistema antincendio, i nuovi motori sono anche più leggeri, quindi il peso complessivo risulta paradossalmente inferiore.
Ma non è solo Super Heavy ad aver ricevuto attenzione. Starship V3 introduce nuovi motori di manovra orbitale, pensati specificamente per le operazioni di avvicinamento e aggancio in orbita che saranno fondamentali durante la missione Artemis. La nave può restare in orbita fino a 48 ore senza pannelli solari e trasportare un carico utile fino a 100 tonnellate. Per dare un’idea del salto generazionale, la versione 2 si fermava a 35 tonnellate.
Come nei voli precedenti di Starship, anche questa missione porterà la nave in quella che viene chiamata quasi orbita: tecnicamente un volo suborbitale, ma energeticamente vicinissimo all’orbita reale. In pratica la nave sarebbe pronta per orbitare, però finché l’affidabilità non sarà verificata al 100%, SpaceX preferisce non rischiare di lasciare un oggetto da 135 tonnellate vagare nell’orbita bassa terrestre. Una scelta prudente, difficile da criticare.
Satelliti di prova e ammaraggio: cosa aspettarsi dal volo 12
C’è anche un aspetto curioso legato a Starlink. Tra le missioni future di Starship c’è quella di contribuire ad ampliare la costellazione di satelliti, e per questo il volo 12 porterà con sé 22 modelli fittizi di satelliti Starlink, che verranno rilasciati nello spazio come test. Due di questi avranno però un compito specifico: analizzare il comportamento dello scudo termico e scattare fotografie. Il sistema di protezione si basa su una serie di piastrelle scure che devono restare al loro posto per funzionare correttamente. Per verificare che i satelliti siano in grado di individuare eventuali anomalie, alcune piastrelle sono state dipinte di bianco, simulando un errore fittizio. Se i satelliti non rilevano il problema, sarà necessario intervenire con modifiche.
Trattandosi del primo volo di questa nuova versione, non è previsto un recupero a terra. Entrambe le fasi del razzo effettueranno un ammaraggio controllato per essere poi recuperate in mare. Se tutto filerà liscio, il prossimo volo potrebbe includere un tentativo di atterraggio vero e proprio. Le novità da testare sono moltissime, e SpaceX procede un passo alla volta.
