Dopo il caso curioso (e un po’ surreale) di Klarna, che ha deciso di sostituire il CEO in carne e ossa con un avatar AI per annunciare i risultati finanziari, anche Zoom ha seguito la stessa strada. Ma stavolta la cosa fa un certo effetto, perché parliamo di una piattaforma che proprio sulla comunicazione umana ha costruito la sua identità. E invece eccolo lì, Eric Yuan, fondatore e amministratore delegato di Zoom… o meglio, il suo gemello digitale, a fare gli onori di casa nella presentazione dei risultati trimestrali.
L’avatar AI del fondatore di Zoom debutta in video
Niente dirette, niente presenza umana in carne e ossa: Yuan ha usato Zoom Clips, uno strumento interno all’azienda pensato per registrare video asincroni, e ha lasciato che fosse il suo avatar AI a leggere le prime righe del discorso ufficiale. Il messaggio, ovviamente, era chiaro: non è solo una trovata, è una dichiarazione d’intenti. Zoom vuole spingersi ancora più avanti nel futuro della comunicazione.
Yuan stesso lo ha detto con grande entusiasmo (o meglio, il suo avatar lo ha detto con grande entusiasmo): essere tra i primi CEO a usare un avatar per una call finanziaria è un segnale del cambiamento in atto. Il punto, secondo lui, non è solo l’innovazione, ma anche la fiducia. Per questo Zoom avrebbe integrato misure di sicurezza per evitare che questi strumenti vengano usati in modo improprio o poco trasparente.
Insomma, non è più solo fantascienza: ora possiamo davvero mandare il nostro alter ego digitale a fare riunioni al posto nostro. E non si tratta solo di una chicca per i CEO. Proprio in questi giorni Zoom ha annunciato che la possibilità di creare e usare un avatar personalizzato sarà disponibile per tutti gli utenti.
A pensarci bene, questa novità potrebbe cambiare parecchio il nostro modo di vivere le videoconferenze. Immagina di dover partecipare a una riunione mentre sei in pigiama, o magari con i capelli arruffati dopo una nottataccia: nessun problema, ci pensa il tuo avatar. Sempre impeccabile, sempre pronto, e magari anche più loquace di te.
Chissà se ci abitueremo mai del tutto a questa nuova normalità. Ma una cosa è certa: il futuro delle riunioni, anche quelle più serie, comincia ad assomigliare sempre più a un episodio di Black Mirror… solo con meno ansia e più Wi-Fi.
