Nel campo della fisica nucleare, l’analisi dei dati sperimentali sta per subire una trasformazione radicale. Ciò grazie a un software all’avanguardia chiamato DELERIA (Distributed Event Level Experiment Readout and Analysis). Tale sistema nasce dalla sinergia tra due importanti centri di ricerca degli USA. Ovvero il Lawrence Berkeley National Laboratory e l’Oak Ridge National Laboratory. Finora, la raccolta e l’elaborazione dei dati provenienti dagli esperimenti nucleari richiedevano il trasferimento delle informazioni a grandi centri di calcolo. Un processo che poteva durare diversi giorni. DELERIA rivoluziona tale paradigma, permettendo di ridurre i tempi di trasferimento e di analisi. Portandoli a meno di dieci secondi. Tale velocità apre nuove prospettive per la conduzione degli esperimenti.
La velocità fornita dalla fisica nucleare
Uno degli utilizzi principali di DELERIA sarà con GRETA (Gamma Ray Energy Tracking Array). Uno strumento sofisticato in fase di sviluppo presso il Berkeley Lab. GRETA è un rivelatore di raggi gamma. È stato progettato per esplorare in dettaglio la struttura interna dei nuclei atomici. Grazie all’integrazione con il nuovo software, gli scienziati potranno ricevere i risultati quasi in tempo reale. Evitando le lunghe attese e permettendo così di adattare e migliorare gli esperimenti senza ritardi.
Un elemento cruciale che rende possibile tale performance è la rete ESnet (Energy Sciences Network). Si tratta di un’infrastruttura in fibra ottica ad altissima velocità. La quale è stata sviluppata dal Dipartimento dell’Energia statunitense. Suddetta rete è capace di trasferire dati a una velocità di 40 gigabit al secondo. Grazie a ESnet, DELERIA riesce a spedire dati su distanze che superano i 3.200 chilometri in un lasso di tempo estremamente ridotto.
Ma non è solo la rapidità il punto di forza del sistema. DELERIA sfrutta anche un’elaborazione parallela, che consente di analizzare simultaneamente i dati mentre vengono trasmessi. DELIRIA rappresenta un passo importante nell’ambito dell’Integrated Research Infrastructure. Un’iniziativa del Dipartimento dell’Energia volta a modernizzare e connettere i laboratori di ricerca. Come ha spiegato Gustav Jansen, fisico nucleare dell’ORNL e tra i principali sviluppatori del progetto, tale tecnologia potrà essere applicata a numerosi altri strumenti scientifici. Aprendo la strada a una nuova generazione di laboratori distribuiti, interconnessi e capaci di collaborare in tempo reale.
