Tra le piattaforme più note in Italia per quanto riguarda lo streaming online c’è Streaming Community, che è finita al centro di una grossa operazione antipirateria. Proprio in queste ore la piattaforma sta subendo diversi controlli e tantissimi utenti sono stati tracciati per aver visto contenuti audiovisivi online. Da un po di tempo il sito è soggetto ad oscuramenti intermittenti e, secondo fonti investigative, sono stati tracciati circa 500.000 utenti che hanno usufruito del servizio.
Gli stessi amministratori del portale ammettono che la situazione è cambiata: i tradizionali cambi di dominio, una strategia utilizzata a lungo per eludere i blocchi, non sono più sufficienti. Il mirino è puntato su di noi”, hanno scritto, ipotizzando anche un coinvolgimento di Piracy Shield, la tecnologia destinata all’oscuramento rapido dei siti pirata. Ma su questo punto è bene chiarire: il protocollo AGCOM che estende lo strumento a film e serie TV non è ancora operativo, sebbene la sua attivazione sia prevista nei prossimi mesi, sulla scia del modello già utilizzato per gli eventi sportivi in diretta.
Guardia di Finanza e AGCOM: primo giro di vite sugli utenti finali
Nel frattempo, la Guardia di Finanza ha rafforzato il proprio intervento sul campo. In particolare, sta lavorando per colpire non solo chi gestisce i siti pirata, ma anche chi ne usufruisce. In questi giorni è emersa una notizia destinata a fare scuola: migliaia di utenti sono stati sanzionati per aver fruito di contenuti attraverso abbonamenti illegali, con una multa da 154 euro ciascuno e il rischio di pene fino a 5.000 euro o procedimenti penali in caso di recidiva.
Come spiegato dal Comandante del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, sono in fase di sviluppo due distinti procedimenti penali presso la Procura di Roma, in collaborazione con AGCOM, sulla base di un protocollo operativo già attivo. L’obiettivo è quello di interrompere la diffusione dei contenuti piratati e, per la prima volta in modo così esteso, colpire anche i fruitori finali.
Quella che fino a poco tempo fa era percepita come una zona grigia sta rapidamente assumendo contorni più netti e rigidi. In un contesto dove le tecnologie di tracciamento migliorano e le sanzioni si fanno più severe, l’era dell’impunità per lo streaming illegale potrebbe davvero avviarsi alla conclusione.
