Altilium ha dimostrato che le batterie possono rinascere dalle loro stesse ceneri senza perdere efficienza, proprio come una fenice. Come? Presso l’UK Battery Industrialisation Centre di Coventry, celle pouch sono state realizzate con EcoCathode, una polvere NMC 811-2036 ricavata da batterie esauste. Nessuna fase produttiva ha richiesto adattamenti. Miscelazione, rivestimento e assemblaggio sono avvenuti come se il materiale fosse nuovo. Il risultato? Una variazione inferiore all’1% su densità energetica, perdita al primo ciclo e resistenza elettrica rispetto alle celle tradizionali. Le prestazioni elettrochimiche, cruciali per durata e rendimento, sono risultate pienamente comparabili con quelle ottenute da materiali vergini. I hanno mostrato così come una batteria possa rinascere e funzionare allo stesso livello senza sacrificare qualità.
Verso la convalida industriale delle batterie Altilium
La compatibilità industriale è ciò che blocca solitamente l’innovazione, ma non stavolta. Il materiale EcoCathode delle batterie si è integrato senza ostacoli nelle linee di produzione dell’UKBIC, un impianto d’eccellenza per la transizione energetica del Regno Unito. Nessuna modifica, nessun rallentamento. L’intero processo ha dimostrato che il riciclo può entrare subito nella filiera produttiva. La purezza elevata e la morfologia controllata del materiale riciclato, già validate dall’Imperial College London, si sono tradotte in tempi di ricarica più rapidi, maggior durata operativa e costi inferiori al kilowattora per le batterie.
Le batterie sono ora pronte per un passaggio decisivo: la validazione da parte di un costruttore automobilistico europeo. Il coinvolgimento diretto di un OEM rafforza la portata industriale del progetto. È in gioco la conformità ai requisiti di sostenibilità che l’Unione Europea esigerà dal 2031, imponendo percentuali minime di materiali riciclati. Intanto, Altilium ha inaugurato ACT 2, il primo impianto britannico per il recupero di materiali catodici. La prossima fase è ACT 3, in costruzione, con capacità prevista di trattamento di 24.000 veicoli elettrici l’anno. Christian Marston ha definito i risultati un momento decisivo, mentre Richard LeCain dell’UKBIC ne ha ribadito la strategicità per il futuro del riciclo.
