Dopo mesi di speculazioni, è ufficiale ! La Maserati GranTurismo tornerà a essere prodotta nello stabilimento di Modena. La conferma è arrivata direttamente da Jean-Philippe Imparato, Chief Operating Officer di Stellantis, durante l’Automotive Dealer Day. Un ritorno che ha un valore non solo industriale ma anche simbolico. Poiché segna una rinascita per l’impianto di via Ciro Menotti, da sempre simbolo dell’eccellenza sportiva italiana.
Maserati GT: un grande ritorno, attenzione anche alla 500 ibrida
Negli ultimi anni, lo stabilimento modenese aveva visto un netto calo delle attività, chiudendo il 2024 con appena 260 unità prodotte e un crollo del 79% rispetto all’anno precedente. La cassa integrazione era diventata una costante per i 180 lavoratori ancora in forza. Ora, grazie al rientro della GranTurismo e della GranCabrio, le prospettive cambiano radicalmente. Secondo i sindacati, l’operazione garantirà esiti positivi sull’occupazione e valorizzerà la vocazione artigianale e sportiva dell’impianto.
Lo stabilimento non ospiterà solo la produzione in serie, ma continuerà a distinguersi per la sua esclusività. L’investimento di 11 milioni di euro ha infatti permesso la nascita delle Officine Fuoriserie. Ossia un reparto dedicato alla realizzazione di versioni personalizzate delle Maserati. Anche la verniciatura avverrà internamente, mentre alcune lavorazioni, come la lastratura, resteranno attive a Mirafiori.
Lo stabilimento torinese, liberato da parte della produzione Maserati, sarà il cuore della nuova strategia Stellantis per il settore urbano. Qui nascerà la nuova Fiat 500 ibrida, un progetto su cui l’azienda punta molto. I primi prototipi sono già stati assemblati e la produzione di serie partirà a novembre. Si stimano circa 130.000 unità all’anno, un volume notevole per rilanciare l’attività dello stabilimento. La 500 elettrica continuerà ad affiancare l’ibrida, con un aggiornamento importante previsto per il 2028. Le nuove batterie miglioreranno le prestazioni e ridurranno i costi. Secondo Imparato però, il mercato non è ancora pronto per un passaggio completo all’elettrico. Infatti, nel 2030, si prevede che il 60% dei veicoli venduti sarà ancora dotato di motori termici o ibridi.
Insomma, tale visione ha spinto Stellantis a rivedere il “Piano Italia”, presentato solo pochi mesi fa. L’obiettivo è offrire auto accessibili, che non costringano le famiglie a indebitarsi. Imparato ha sottolineato l’urgenza di rinnovare un parco circolante europeo vecchio e poco efficiente, composto in gran parte da vetture con più di dieci anni. L’ibrido, quindi, non sarà una soluzione di transizione, ma un punto fondamentale della strategia industriale.
