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Inbrain: in arrivo nuove proposte che sfidano Neuralink

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Nel dibattito sempre più acceso riguardo gli impianti cerebrali, dominato da nomi come Neuralink, emerge un attore alternativo. Si tratta di Inbrain Neuroelectronics, una startup con base a Barcellona. Quest’ultima ha deciso di concentrarsi esclusivamente sull’applicazione clinica delle neuro-tecnologie. Carolina Aguilar, CEO e cofondatrice dell’azienda, ha dichiarato che l’obiettivo è solo sanitario. Dunque, Inbrain non si focalizzerà sull’intrattenimento o sull’ampliamento cognitivo. Fondata nel 2020, Inbrain ha sviluppato un impianto cerebrale all’avanguardia basato su grafene. Un materiale noto per la sua flessibilità, sottigliezza estrema e conduttività superiore.

Inbrain: nuovi impianti per il settore medico

A differenza degli approcci più invasivi che impiegano metalli o polimeri, come quelli adottati da aziende concorrenti come Neuralink, la scelta del grafene offre una tecnologia potenzialmente più precisa. Oltre che meno traumatica per i tessuti cerebrali. Il primo grande obiettivo clinico di tale tecnologia è il morbo di Parkinson. L’impianto sviluppato è in grado di monitorare i segnali cerebrali relativi al movimento e di intervenire con stimolazioni elettriche solo nei momenti necessari. Riducendo al minimo l’intervento e ottimizzando il beneficio terapeutico. Non si parla ancora di una cura, ma di un miglioramento della qualità della vita per i pazienti.

Un traguardo importante è stato raggiunto nel 2024 presso l’Università di Manchester. Qui si è svolta la prima sperimentazione su un essere umano. Durante un’operazione al cervello, il dispositivo è riuscito a distinguere i tessuti tumorali da quelli sani in 79 minuti. Tale esperimento si inserisce nel progetto europeo Graphene Flagship. Un’iniziativa da un miliardo di euro per accelerare l’applicazione clinica del grafene.

La struttura del dispositivo di Inbrain prevede due componenti. Un impianto superficiale sottilissimo che rileva i segnali cerebrali. A cui si aggiunge un secondo elemento profondo che invia stimoli mirati. L’intero sistema è potenziato da un’intelligenza artificiale. Quest’ultima è capace di adattarsi alle caratteristiche uniche di ogni cervello. Garantendo così trattamenti personalizzati.

Il potenziale di tale tecnologia è enorme, tanto quanto l’interesse degli investitori in tali impianti. Finora Inbrain ha raccolto circa 100 milioni di dollari, inclusi 50 milioni provenienti da un round di Serie B completato nel 2024. Oltre a un finanziamento pubblico di 4,5 milioni di euro dal governo spagnolo.

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