
auto elettriche e ibride
Il mercato italiano dell’auto continua a spostarsi verso la mobilità elettrificata. Ad aprile 2025, oltre il 60% delle nuove immatricolazioni ha riguardato veicoli ibridi ed elettrici, secondo i dati forniti da UNRAE. Il dato conferma una tendenza già emersa nei mesi precedenti, ma ora rafforzata da politiche di incentivazione, maggiore disponibilità di modelli e crescente interesse dei consumatori.
Boom di auto ibride ed elettriche in Italia: aprile 2025 segna un nuovo record
Le immatricolazioni complessive sono cresciute del 7,5% rispetto ad aprile 2024, superando quota 135.000 nuove unità. A trainare l’incremento sono state soprattutto le full hybrid e le mild hybrid, che insieme rappresentano quasi la metà del mercato. Segue una progressione meno marcata delle auto elettriche pure, ancora lontane dai volumi delle ibride ma in lenta crescita.
Il segmento più forte resta quello delle auto ibride non plug-in, che comprende sia le mild hybrid (MHEV) sia le full hybrid (HEV). Le prime rappresentano quasi un terzo delle immatricolazioni totali, spinte dalla diffusione su modelli di fascia media e SUV compatti. Le full hybrid, invece, coprono circa il 17% del mercato, con una buona performance nei segmenti B e C.
Il vantaggio delle ibride non plug-in è dato dalla maggior flessibilità d’uso rispetto alle elettriche e dall’assenza di ricarica obbligatoria. Inoltre, in molte città godono di agevolazioni fiscali e accesso alle ZTL, senza richiedere infrastrutture dedicate.
Le plug-in hybrid (PHEV) mostrano invece una leggera flessione, rappresentando meno del 5% delle nuove immatricolazioni. Il calo riflette sia il costo elevato dei modelli sia la maggiore attenzione verso le ibride tradizionali e le elettriche pure.
Le auto elettriche a batteria (BEV) segnano un incremento del +5,7% su base annua, ma restano ferme al 4,2% del mercato complessivo. Si tratta di una crescita contenuta, rallentata dalla scarsa capillarità delle infrastrutture di ricarica e da una percezione di costo ancora alta da parte dei potenziali acquirenti.
Tuttavia, il trend resta positivo grazie all’arrivo di nuovi modelli di fascia media, con autonomie più elevate e prezzi più accessibili. L’ECObonus ha inciso in parte, ma la mancanza di fondi costanti e criteri poco flessibili ha limitato il potenziale impatto degli incentivi.
Le vendite di elettriche sono concentrate nelle aree urbane del nord Italia, mentre nelle regioni del centro-sud la diffusione resta marginale. Anche la disponibilità di colonnine pubbliche mostra forti disparità territoriali, incidendo sulle scelte d’acquisto.
Sul fronte dei motori termici tradizionali, il calo è costante. Le auto a benzina rappresentano ora poco più del 23% del mercato, in netta diminuzione rispetto agli anni precedenti. Le diesel si fermano al 13%, confermando una discesa inarrestabile legata a normative ambientali sempre più restrittive.
L’insieme delle motorizzazioni tradizionali copre quindi meno del 40% delle nuove immatricolazioni, un dato che ribalta la proporzione registrata appena cinque anni fa. Il passaggio verso motori elettrificati appare ormai strutturale, anche se con velocità differenti tra i segmenti.
