Dopo giorni di tensioni, Stati Uniti e Cina trovano un punto di contatto. Scott Bessent, segretario al Tesoro americano, parla di colloqui “molto produttivi”. Un commento che tradisce cauto ottimismo, mentre il mondo osserva con attenzione. È stato annunciato un congelamento dei dazi per 90 giorni. Entrambe le potenze ridurranno del 115% i dazi reciproci, per poi mantenere un’aliquota residua del 10%. Prodotti come soia, semiconduttori, acciaio, automobili, microchip, cotone, smartphone, pannelli solari, cereali, tessuti e medicinali tornano ad avere un margine di respiro. Una scossa ai mercati internazionali, un gesto che potrebbe riaprire una stagione di confronto. È solo una tregua o l’inizio di un nuovo equilibrio globale?
Lo stop ai dazi cambiare il corso del mercato, ma è davvero una svolta?
Entro il 14 maggio, gli Stati Uniti sospenderanno 24 punti percentuali di dazi sui beni cinesi, incluse le merci provenienti da Hong Kong e Macao. Il resto, il 10%, resterà in vigore. La Cina risponde con la stessa misura, sospendendo simmetricamente le tariffe aggiuntive sui prodotti americani. Nell’accordo c’è un meccanismo di dialogo permanente, che intende evitare nuove escalation. Lo conferma Jamieson Greer, rappresentante del Commercio USA, sottolineando che nessuno vuole un decoupling, una separazione definitiva tra le due economie. Dalla soia americana al litio cinese, ogni prodotto rimasto sotto pressione dei dazi potrà ora transitare con meno ostacoli. Un sospiro per gli agricoltori dell’Iowa, come per gli ingegneri di Shenzhen. Le due parti si dicono anche pronte a discutere acquisti futuri e a costruire progressivamente un’intesa più stabile. Parole che aprono spiragli di luce, senza però nascondere le tensioni che ancora covano sotto la cenere.
He Lifeng, vicepremier cinese, parla di “passi importanti”, evocando una nuova stagione di consultazione tra potenze globali. Dal canto suo, il presidente Trump rilancia su X, evocando un “reset costruttivo” nelle relazioni bilaterali. Anche il WTO esulta. Ngozi Okonjo-Iweala definisce l’accordo sui dazi “un sollievo per il commercio mondiale”. La tregua dei dazi, come detto, dura solo 90 giorni, giorni che passeranno in fretta. Basteranno per invertire una rotta segnata da anni di attriti? Ritorneranno i beni statunitensi sugli scaffali cinesi? Saranno rimosse definitivamente le barriere sui prodotti tecnologici? Il tempo stringe e tutto il mondo attende cosa accadrà.
