Mettiamola così: un giorno come tanti, stai per scaricare un’app sul tuo telefono — magari quella nuova che tutti stanno usando, o una qualunque per passare il tempo. Tocchi “installa” e… sorpresa! Ti chiede di mostrare la carta d’identità. O peggio: di scattarti una foto per confermare quanti anni hai. No, non è uno scherzo né un episodio di Black Mirror. È un’ipotesi sempre meno ipotetica, almeno negli Stati Uniti.
Una legge USA vuole rivoluzionare il modo in cui scarichiamo app
L’idea nasce da una proposta di legge chiamata “App Store Accountability Act”, che punta a obbligare i gestori degli store digitali — quindi, sì, Apple e Google — a verificare l’età degli utenti. Se approvata, la norma si applicherebbe a tutte le piattaforme con almeno cinque milioni di utenti. In pratica: chiunque. Lo scopo, ufficialmente, è nobile. Si vuole evitare che i minori scarichino app non adatte alla loro età, ed è previsto anche che i genitori debbano dare il permesso per ogni download o acquisto fatto da un ragazzo sotto i 18 anni.
Fin qui potresti anche pensare: beh, ci sta. Ma poi inizi a fare due conti. Come verrà controllata questa età? Documenti ufficiali? Riconoscimento facciale? E chi gestisce tutti questi dati personali? Le risposte non sono proprio rassicuranti, soprattutto per chi ha a cuore la privacy. E infatti Apple e Google hanno già storto il naso, dicendo che una cosa del genere rischia di trasformare gli store in una sorta di anagrafe digitale. E non è proprio il loro sogno.
Nel frattempo, i social come Meta e X sembrano piuttosto tranquilli. Anzi, quasi contenti. Forse perché, per una volta, non sono loro al centro del ciclone. Se questa legge dovesse andare in porto, toccherebbe agli store fare il lavoro sporco. E magari a noi, utenti, rinunciare alla comodità di scaricare un’app con un solo click.
Insomma, la domanda vera è: fino a che punto siamo disposti a spingerci per proteggere i minori, senza però complicare troppo la vita di tutti?
