Il mercato automobilistico europeo vive un periodo di intensa trasformazione. Ora un nuovo nome si prepara a cambiare le regole del gioco: Jetour. Brand del gruppo Chery, nato nel 2018 e specializzato in SUV, Jetour ha già conquistato spazi importanti in mercati emergenti come Brasile, Arabia Saudita e Sudafrica. Ora è il turno dell’Europa. L’ingresso ufficiale è previsto per il terzo trimestre del 2025, con l’intenzione di essere presente in tutti i Paesi entro il 2027. In un continente che corre verso l’elettrico ma fatica a rinunciare ai motori tradizionali, Jetour promette varietà e concretezza. Il marchio cinese porterà una gamma costruita su misura per i gusti europei. Si passerà dal SUV compatto da città al fuoristrada, senza dimenticare crossover e pick-up. Entro la fine del 2026 arriverà anche il primo modello 100% elettrico: il Jetour T0, destinato a rappresentare la nuova frontiera del marchio.
Prezzi aggressivi e strategia diversificata per il brand Jetour
Il vero asso nella manica sarà il prezzo. I modelli partiranno da circa 10.000 dollari, cifra capace di scuotere un mercato abituato a numeri ben diversi. Le versioni più accessoriate supereranno i 50.000 dollari, offrendo design audace, interni digitali e una dotazione tecnologica di alto livello. Jetour non si limiterà a invadere il mercato dall’esterno, il piano industriale prevede infatti la creazione di stabilimenti produttivi direttamente in Europa. Una strategia per aggirare i dazi imposti alle elettriche cinesi e per rafforzare la propria presenza industriale sul territorio. Dai vertici si sottolinea che la decisione finale dipenderà dalla risposta dei consumatori, ma l’intenzione di radicarsi è concreta e immediata. Una produzione locale permetterebbe poi di ridurre i tempi della filiera, aumentare la qualità delle forniture e lanciare un messaggio potente a tutta l’industria automobilistica europea.
Jetour ha scelto quindi una strada diversa rispetto a marchi come BYD, Xpeng o Nio, con non solo l’elettrico, almeno inizialmente. I suoi veicoli saranno a combustione interna o ibridi plug-in, una scelta che consente di aggirare i nuovi dazi sulle auto elettriche. Il brand vuole posizionarsi come un marchio capace di offrire subito soluzioni concrete, senza attendere la completa maturazione del mercato.
